pagine di Gian Marco


piccole cose

Ogni blogger prima o poi parla degli affari suoi, come se interessassero ai pochi lettori che si ritrova. Questo post ne è un esempio.
cintura giallaPer sgranchirmi un po’ ho iniziato qualche mese fa a frequentare un corso di ju-jitsu, uno sport che una persona con un lavoro sedentario come il mio può praticare dalle 9 alle 10 di sera, grazie soprattutto all’organizzazione e alla passione dei maestri del Judo Club Sakura di Arma di Taggia.
Ieri sera sono diventato cintura gialla, per immaginare mio aspetto in palestra potete guardare l’orso a sinistra, rende bene l’idea dell’agilità e della grazia con cui mi muovo.
La soddisfazione maggiore però l’ho ricevuta pochi giorni prima della promozione, quando mio figlio, cintura marrone di judo, spiegando cosa era capitato a un suo compagno mi ha detto era “caduto male da un kata guruma”, e poi ha aggiunto:“che bello parlare con uno che ti capisce”.
Sentirsi dire dal proprio figlio “che bello parlare con uno che ti capisce”, anche se in un contesto particolarmente ristretto, è il premio più bello.

3 Commenti a “piccole cose”

  1. Federica Ha scritto:

    Ah! forti le arti marziali… deve essere interessante. Anche dal punto di vista intellettuale. Io e lo sport siamo lontani un po’ come … no so… come Berlusconi e una fascia per i capelli, però ho saputo che in molte arti marziali esiste tutto una filosofia di vita che ti accompagna nel percorso.. bello.
    Tienimi aggiornata su come va! Ciao!

  2. Gian Marco Ha scritto:

    Non vorrei deluderti, ma il mio intelletto non viene nutrito dalla filosofia orientale. Il mio ju-jitsu serve solo a sgranchire le ossa e i miei muscoli dopo ore seduto su una sedia. Di questa attivita’ ne beneficia anche l’intelletto, che si distrae e per un’ora non pensa piu’ ai software di Bill Gheits, ai firewall, alle reti, ai database e altre robacce. :)

  3. filo Ha scritto:

    Io bazzico da poco sui blog e sono una perfetta analfabeta informatica, così chiedo spesso aiuto a mio figlio (che però è a milano per studiare) e in questo scambio di ruoli c’è tanta complicità, affetto e condivisione che rafforza il legame tra genitore e figlio.

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