pagine di Gian Marco


mie opinioni sulla pluriclasse

La pluriclasse è una classe composta da alunni di età diversa e iscritti a differenti anni di corso. Dal momento che nella scuola pubblica è previsto un numero minimo di alunni, le pluriclassi vengono attivate quando il numero degli alunni non è sufficiente per la formazione di una classe per ciascun anno di corso.
Nei piccoli centri capita spesso trovare scuole primarie dove il basso numero di bambini residenti obbliga i dirigenti scolastici a raggruppare gli alunni. Per esempio, potrebbero finire nella stessa classe chi frequenta la prima e chi frequenta la seconda, oppure frequenta le classi terza, quarta e quinta, eccetera.

La scuola primaria del paese dove abito ha le pluriclassi e dunque non è raro che, all’inizio del ciclo scolastico, i genitori si chiedano se inserire il proprio figlio in una pluriclasse possa essere didatticamente meno vantaggioso che non mandarlo in una classe normale della scuola di una città vicina.
Per esperienza personale, come studente prima e come padre dopo, direi di no.
Anzi, se proprio lo volete sapere, l’ambiente della pluriclasse lo trovo interessante e ricco di stimoli, inoltre, dato che spesso le pluriclassi hanno un basso numero di alunni, gli stessi insegnanti generalmente si trovano meglio a lavorare con 10 / 20 alunni piuttosto che 30.
Il sottoscritto vede parecchi aspetti positivi, altri genitori meno e preferiscono sobbarcarsi qualche sacrificio extra accompagnando i propri figli in scuole più lontane, alla ricerca di classi normali.
Come effetto collaterale di questa decisione la scuola del paese dove vivono viene privata di un alunno che, a sua volta, si vedrà separato dai suoi compagni di giochi (mi si permetta il termine) naturali. Intanto, proprio per questa defezione, la scuola del paese potrebbe andare incontro al rischio di tagli nell’organico dei docenti, un minor numero di pluriclassi, un minore stanziamento di fondi e risorse fino, in casi estremi, alla chiusura.

Scrivo questa pagina con l’intento di convincere i genitori che per l’educazione dei loro figli sia molto più importante trovare buoni insegnanti che non inserire i propri figli a tutti i costi in istituti più lontani ma in grado di garantir loro l’inserimento in classi normali. Questo ovviamente se le esigenze logistiche della famiglia non fanno prevalere nettamente una scelta piuttosto che un’altra.
Se non basta la mia esperienza personale (che ritengo molto positiva sebbene abbia frequentato le elementari in una pluriclasse con 4 maestre diverse in 5 anni), provo a fare alcuni esperimenti.
Il primo, chiedendo un parere di chi si trova a leggere le pagine di questo blog ed è stato coinvolto, come genitore, alunno o insegnante in una pluriclasse; chiedendo inoltre il parere di alcuni blogger che ho trovato in rete e che si qualificano come insegnanti (si noti che li ho colti di sorpresa, senza consultarli precedentemente, rischiando di trovarli magari di parere opposto al mio): il maestro Alberto e le maestre Maria Pia, Titty, Anna, e tutti i docenti che vorranno intervenire commentando questa pagina….
Il secondo è invece un un piccolo censimento: Invito tutti i miei compaesani, vecchi e nuovi, che hanno frequentato le scuole elementari in una pluriclasse, a comunicarmi il loro nome, iniziale del cognome e titolo di studio finale, in modo che si possa compilare un elenco in grado di dimostrare che le pluriclassi della scuola del nostro paese non ci hanno nuociuto, anzi, al contrario, che gli insegnati hanno fatto un ottimo lavoro.
Ci tengo a precisare che essere elencati non vuol dire trovarsi pienamente d’accordo con tutto quello che ho scritto.
Terzo esperimento: esiste qualche lettore che ha frequentato le elementari in una pluriclasse e desidera lasciare il proprio nome, il titolo di studio e/o la propria qualifica attuale nel mondo del lavoro per compilare un altro elenco?

46 Commenti a “mie opinioni sulla pluriclasse”

  1. Paolo Rossi Ha scritto:

    Ottima iniziativa Gian Marco… le pluriclasse sono una “nicchia” spesso dimenticata ma di importanza vitale per i piccoli paesi, hai tutto il mio sostegno!

  2. sciura pina Ha scritto:

    Il paese dove vivo e insegno un tempo era molto meno popoloso e c’erano le pluriclassi. Qualche anno fa abbiamo fatto una ricerca sulla scuola dei nonni e abbiamo scoperto che molti ricordavano con piecere le pluriclassi perchè permettevano ai più piccoli di ascoltare anche gli argomenti dei più grandi e agli altri di assumersi la responsabilità di seguire nel percorso scolastico i più piccoli: molti la condideravano un’esperienza gratificante e ricca di possibilità.

  3. Alberto Ha scritto:

    Ho fatto le elementari in un piccolo paese con le pluriclassi. Mi ricordo che in prima avevo compagni molto più grandi me. Per cinque anni c’erano solo due classi e due maestri. Ho imparato a leggere, a scrivere, a far di conto. Poi ho fatto il liceo classico e l’università ma certe filastrocche a scopo didattico di quei cinque anni me le ricordo ancora. Ne riporto una. “Che chi, ghe ghi, acca sì, ca cu co, ga gu go, acca no”.

  4. Roberta Ha scritto:

    Non ho fatto la pluriclasse ma trovo questo post (e i commenti) pieno di amore e di poesia.

  5. loredana Bellone Ha scritto:

    Buongiorno Gian Marco, per caso sono arrivata a questa pagina, in quanto sto cercando ormai da anni di mantenere in piedi la scuola del mio piccolo paese di 574/ab. nella bellissima Val di Susa (TO).
    Dapprima mancavano i numeri dei residenti e si è arrivato al punto di iscrivere gli anziani analfabeti, pur di fare numero. Ora i tempi sono cambiati, il mio paesino si è ingrandito e in 15 anni è passato dai 350 ai 574/ab. è immerso nel verde e la nostra scuola è BELLISSIMA. In un momento dove la Moratti accorpava e cercava di eliminare sezioni, il piccolo Comune di SAN DIDERO è riuscito ad ottenere una sezione di scuola dell’infanzia per dare un servizio in più alle famiglie sempre più collassate e per dare continuità alla scuola elementare e devo dire che funziona egregiamente. Purtroppo però… ora che i residenti ci sono, i genitori hanno il pregiudizio sulla pluriclasse e vanno a cercare come dici tu… la classe normale in Paesi limitrofi. E’ molto dura far capire ai genitori, giustamente preoccupati, di come si svolgono le lezioni in classe…. che suo figlio crescerà nel rispetto del più piccolo in modo naturale, che si prenderà cura del più debole, che apprenderà dal più grande. Sicuramente in una pluriclasse l’insegnante si deve dar da fare, lavora moltissimo, perchè sta a lei non lasciare tempi morti, carpire l’attenzione essere creativa, deve essere sicuramente una persona che ci crede nella scuola e che abbia tanta voglia di fare. Purtroppo in questi anni ho avuto modo di conoscere anche quelle maestre che non hanno poi tanta voglia di mettersi in gioco e preferiscono abbandonare o lasciare che le cose vadano un po’ così, dando modo ai genitori di essere insoddisfatti e perdere fiducia nella didattica scolastica di una pluriclasse. Questo fa si che i numeri degli iscritti siano sempre meno, con conseguente perdita di pluriclassi e insegnanti, quindi perdita di posti di lavoro.
    Ringrazio per lo spazio che ho occupato e saluto cordialmente. Loredana Bellone

  6. chiara Ha scritto:

    ciao mi chiamo chiara, ho 27 anni e insegno nel mio paese in provincia di padova.anche qui abbiamo una pluriclasse. i numeri ci sono, ma per l’ignoranza di alcuni genitori, che pensano che le cose migliori siano sempre lontane da dove si abita, molti bambini sono stati portati in scuole più lontane. Così l’anno prossimo ci sarà una sola pluriclasse con 2-3-4-5-.quando i genitori lo sapranno porteranno via tutti i bambini e la scuola sicuramente chiuderà.io ho cercato di fargli capire, abitando e lavorando nel mio paese, il valore e significato della pluriclasse ma se c’è un muro è dura!!!

  7. Gian Marco Ha scritto:

    Cara Chiara, mi dispiace tantissimo per quanto racconti.
    Come ex alunno che ha frequentato la pluriclasse del suo paese, nonché padre di due figli che hanno frequentato e frequenteranno la stessa scuola, non posso che dolermi di quanto racconti.
    Oltre che fatica sprecata (i figli saranno istruiti lo stesso) sono gli stessi abitanti stanno lentamente ammazzando il loro paese.
    E’ dura, ma combatti sempre!

    Ciao.

  8. ivana Ha scritto:

    Ciao a tutti!
    Sono un’insegnante della scuola primaria e quest’anno sono, fortunatamente, entrata di ruolo!
    Svolgo servizio in una scuola della Toscana in provincia di Lucca dove ci sono 2 pluriclassi (I-II, III-IV-V) per un totale di 30 bambini.
    E’ la prima volta che insegno in una pluriclasse e devo ammettere che e’ dura e che necessita di una particolare organizzazione e al tempo stesso, di grande flessibilita’. Facendo quest’esperienza dall’interno posso dire che, alla luce di appena 8 mesi vissuti in questa particolare situazione, le pluriclassi sono “effecienti” se gli insegnanti che vi operano sono intenzionati a lavorare sodo, a interscambiarsi e collaborare abbandonando le classiche rigidita’ della monoclasse.
    La scuola e’ portata avanti dalla buona volonta’ e dalle personali capacita’ e competenze di ogni singolo insegnante e collaboratore… credo che solo cosi’ la ” diversita’ ” di una scuola formata da pluriclassi puo’ essere considerata “pregio”.
    Scrivo anche perche’ ho bisogno di aiuto: come insegnante nell’anno di prova sto redigendo una tesina sull’esperienza fatta in quest’anno scolastico e mi piacerebbe poter corredare la mia relazione di dati che per adesso non riesco a rintracciare. Per esempio vorrei saper quante sono la pluriclassi esistenti in Italia e la loro distribuzione a livello regionale. Inoltre gradirei confrontarmi con chi vive o ha vissuto la mia stessa esperienza scolastica..visto che, pur provenendo da altra regione, ho chiesto di poter continuare ad insegnare in questa piccola scuola!
    Ringrazio anticipatamente per l’aiuto!
    Saluti a tutti!

  9. maestroluca Ha scritto:

    Sono un maestro toscano di 40 anni. Ho iniziato la mia carriera sulle montagne delle prealpi bresciane, dove VOLUTAMENTE sono rimasto su di unha pluriclasse unica per dieci, dico dieci anni!
    Ormai manco da lassù da parecchi anni, ma sapete cosa penso delle pluriclassi???
    Semplicemente che è meraviglioso e, per te e per i “tuoi” bambini! Dico “tuoi”, perchè lì non sei un insegnate di una scuola e i bambini non sono i bambini di una classe.
    Nella pluriclasse, tu sei il maestro del paese, dove ti stimano e ti apprezzano, la scuola è “la tua scuola” e i bambini sono “i tuoi bambini” e, non da poco, i genitori dei tuoi alunni, sono, che tu lo voglia o no, anche la tua famiglia!
    Mille sono le cose che potrei raccontarvi di quel sogno… bambini educati, rapporti interpersonali strettissimi, soddisfazioni… infinite!
    Sono trascorsi 10 anni da quando me ne sono andato: adesso sono sposato e vivo in città, dividendomi tra fare il maestro e il soccorritore volontario in ambulanza.
    Ma sapete una cosa? …Tornando indietro, rimarrei lassù, dove ancora oggi, quando vado, mi sento importante e dove, con molta, immensa nostalgia, se chiudo gli occhi, mi sembra ancora di vedere i miei nove bambini, che la mattina, mi suonano alla porta di casa, per andare tutti insieme nelle nostra vecchia, amata scuola!
    La preparazione didattica? A sentire i professori delle medie, nel fondo valle, molto migliore delle scuole “normali”!
    Scusate! Forse era un sogno… “il mio sogno!”, ma, ancora oggi, tornerei nelle pluriclassi senza esitare un attimo!
    Sono entrato in questo blog per caso e, forse, non ci entrerò più, comunque saluti a tutti! maestroluca@virgilio.it

  10. grazia Ha scritto:

    io non sono affatto d’accordo sul fatto che la pluriclasse sia una risorsa per i bambini, che possono scambiarsi competenze e aiutarsi l’un l’altro proprio perchè di età diverse.
    so che lo stato deve ridurre le spese, ma non credo proprio che licenziando maestre/i e unendo classi (seppur piccole) migliori poi la produttività dei suoi cittadini.
    abito in un maese marittimo molto piccolo, che è collegato al centro più vicino da un’unica strada, che è sempre in fase di miglioramento, ma sempre una rimane: per andare, e per tornare… e sessanta chilometri son tanti, se uno deve farseli tutti i giorni.
    la preparazione dei bambini nella scuola del mio paese è scadente e lacunosa, ce lo dicono i professori quando i bambini approdano alla prima media.
    da quest’anno non ci sarà più la classe IV e nemmeno la V proprio perchè ci sarà una pluriclasse: ci saranno solo quattro maestre + una part-time che dovrà viaggiare per i famosi sessanta chilometri inoltre, le quattro maestre dovranno sdoppiarsi per le copresenze e quant’altro, sottraendo altro tempo alle classi rimaste “normali” (?).
    se questo è il progresso W la preistoria!

  11. Gian Marco Ha scritto:

    Grazia, sono felice di una voce fuori dal coro (io non sono affatto d’accordo sul fatto che la pluriclasse sia una risorsa per i bambini…), volevo aprire una specie di dibattito tra i “passanti” in questo blog per confrontare la mia opinione (favorevole) con le altre.
    Dal testo del tuo commento, però, non capisco se al tuo paese, fino a questo momento, le pluriclassi non sono esistite. Infatti tu scrivi che “da quest’anno non ci sarà più la classe IV e nemmeno la V proprio perchè ci sarà una pluriclasse”.
    Prima esistevano classi “normali”, magari poco numerose ma tutte e 5 per ogni anno scolastico?
    In questo caso la scarsa preparazione dei bimbi del tuo paese è indipendente dalle pluriclassi, c’entrano magari gli insegnanti, maestre o anche, perché no, i professori delle medie.

  12. siria Ha scritto:

    Buongiorno, sono rappresentante di un istituto comprensivo in Emilia Romaga e anche io come genitore ho molti dubbi sulle pluriclassi.
    Ritengo dalla mia esperienza che siano abbastanza costruttive ma solo se abbiamo la fortuna di avere insegnanti piu’ che validi, credo che il ministro sottraendo organico dovrebbe dare la possibilita’ alle scuole penalizzate con pluriclassi di avere insegnanti migliori che nelle scuole con classi normali, perche’ per fare un “doppio lavoro” bisogna essere veramente motivate e preparate.
    Se cosi’ fosse le puriclassi funzionerebbero davvero.

  13. fiorella Ha scritto:

    Buongiorno a tutti, mi chiamo fiorella, mamma di una bimba che ora frequenta una piccola scuola in provincia di Piacenza, mi ritrovo a leggere i vostri commenti perchè proprio oggi essendo rappresentante di classe ho appreso che il prossimo anno nella nostra scuola ci saranno due pluriclassi e una prima “normale”. Quest’anno la pluriclasse era sulla 2° e 3°. Mi trovo d’accordo con Siria, la pluriclasse funziona se l’insegnate ha voglia di mettersi in gioco…io ho l’impressione che si stiano facendo tanti tagli di spesa a scapito dei bambini e insegnanti. La nostra 2° e 3° classe il prossimp anno verrà divisa per formare sempre una pluriclasse diversa…non trovo giusto che questi poveri bambini che per due anni hanno vissuto insieme vengano separati…se prima avevamo quattro classi ci troveremo con tre classi di cui due pluriclassi formate da ben 16-17 bambini…vi faccio una domanda come esiste un numero minimo di bambini per formare una classe, c’è anche un numero max oltre il quale la pluriclasse decade? grazie fiorella

  14. MARGHERITA FLORE Ha scritto:

    n° alunni per PLURICLASSE . MINIMO__8_______MAX__18

    La situazione del mio paese è identica a quella del tuo (anche ad Atzara_NU_ ci saranno 3 classi per 5 annualità) e non so cosa impareranno “di meglio” o di “più approfondito” in una PLURICLASSE piuttosto che in una classe di coetanei ! Se il piccolo apprende dal più grande, dal punto di vista didattico il più grande vede rallentate le proposte per la sua istruzione, anche se dal punto di vista del carattere potrebbe migliorare alcuni aspetti, ma questi aspetti non è che non sussistano nelle classi normali!!!!!!!! Perciò io nelle pluriclassi non vedo NIENTE DI VANTAGGIOSO E DI TORNACONTO; il tornaconto ci sarà per le scuole private che sottopagando gl’insegnanti proporranno sempre classi di annualità distinte.

  15. Gian Marco Ha scritto:

    Ringrazio tutte le persone che lasceranno i propri commenti: insegnanti, genitori, ex alunni… dite pure liberamente la vostra opinione.
    Per come ho scelto di far funzionare questo blog, i commenti, prima di essere pubblicati, devono essere letti dal sottoscritto. Questo per evitare il cosiddetto “SPAM”.
    Vi chiedo solo un po’ di pazienza se magari qualche volte ci metto un po’ di tempo a filtrare.

    Avrei piacere di sentire anche il parere di insegnanti, dirigenti scolastici o magari ex alunni. Spero che anche loro capitino qua e lascino il loro parere, meglio se il parere deriva da esperienza diretta.

    La mia esperienza diretta, come ex alunno prima e come padre di due figli adesso, è sicuramente positiva. Certo, ci vuole la “fortuna” di incontrare degli insegnanti validi, ma questo vale anche per le classi “normali”.
    Quello che conta, per me, è che l’insegnante sia in grado di gestire e differenziare l’insegnamento in base alle caratteristiche dei bambini.
    Sotto questo profilo, a mio avviso, una classe “normale” di 25 alunni potrebbe più facilmente presentare maggiori difficoltà di una pluriclasse di 10 o 15.
    In ogni caso, i bambini più propensi ad apprendere si vedranno sempre “rallentare” l’apprendimento da quelli che presentano difficoltà, e questo è più probabile se gli alunni sono un numero più elevato.

  16. Silvia Ha scritto:

    Salve, sono un’insegnante della scuola primaria e quest’anno ho lavorato in una pluriclasse 4-5. La mia esperienza è positiva ma ora vi dico perchè: primo, perchè ho insegnato solo inglese, quindi, una disciplina che mi ha permesso di svolgere lo stesso identico programma ai bambini, cosa che non poteva accadere per matematica, storia, geografia,… Il secondo e importante motivo è che i bambini di 4^ erano 3 e quelli di 5^ 8, per un totale di 11 bambini. Pertanto in casi come questi con pochi alunni, si può fare un bon lavoro anche nelle pluriclassi che permettono di tenere aperte scuole piccole di paesi piccoli, ma che meritano di averle.
    Invece, per quel che riguarda i tagli della signora Gelmini, innalzando il numero degli alunni che si devono avere nelle classi ha provocato la formazione di pluriclassi che si può definire esagerata. Per esempio, nel paese dove abito, la suola primaria ha sempe avuto le sue 5 classi e tutto è sempre andato bene, invece dal prossimo anno ci sarà la pluriclasse 3-5 con 10 bambini di terza e 8 di quinta per un totale di 18! Mi piacerebbe sapere come si può avere benefici o aumentare la qualità dell’apprendimento in condizioni come queste, con bambini che hanno 2 anni di differenza che a questi livelli scolastici hanno un notevole peso, se pensiamo per esempio alle materie di studio.
    Noi insegnanti abbiamo espresso il nostro disappunto durante questo anno scolastico, i genitori pure, ora abbiamo l’incognita dell’anno che verrà, come organizzarci e come affonteremo questa avventura. Ma il nostro timore è rivolto ai bambini, riusciranno ad imparare ???
    Non mi resta che la speranza…

  17. Silvia Nannini Ha scritto:

    Salve. Sono il nuovo assessore alla scuola del mio piccolo comune Tredozio in provincia di Forlì-Cesena e mi trovo alle prese con classi poco numerose che devono affrontare in qualche modo la questione di essere gestite, per alcune ore, in forma di pluriclasse.
    Mi interessa conoscere esperienze di insegnanti o pedagogisti in merito perchè vorrei proporre una didattica alternativa a quella delle tradizionali classi di città molto numerose.
    Mi piacerebbe contribuire a costruire una scuola qualità anche dove i mezzi economici non sono moltissimi.

    Grazie. Silvia Nannini

  18. Vittorio Ha scritto:

    Cari, sono uno studente universitario di Napoli. Lavoro con gruppi giovanili nell’ambiente della formazione e del volontariato e con il tempo e l’esperienza mi sono potuto rendere conto dei benefici che ci sono nell’incontro tra ragazzi di varie età: sicuramente la convivenza tra studenti di sette e di undici anni può essere benefica, ha però molti problemi di gestione e gli insegnanti devono far fronte alle diverse esigenze di ogni studente (o gruppetto) che si trova davanti. Il problema, a mio parere, non sono le pluriclassi in sè, ma il fatto che si presenti una simile alternativa laddove ci sarebbe bisogno di mantenere più gruppi e più insegnanti. Un discorso è, numericamente parlando, un paese con due o tre studenti di 4a, un paio di quinta, tre o quattro tra prima seconda e terza. Ben altro discorso è una situazione nella quale ci sono le basi numeriche (una decina di studenti) per formare una classe e mantenere altri in una pluriclasse. Al solito si può fare di necessità virtù e rendere la situazione della pluriclasse (necessaria) proficua per gli studenti. Come la mettiamo però quando ci si trova di fronte a classi intere che potrebbero formarsi ma che vengono accorpate in pluriclassi solo perchè bisogna tagliare personale? Sono d’accordo anche io che una classe di 10-20 elementi funzioni molto di più rispetto ad una di trenta (che molto spesso non si riesce proprio a gestire), ma ci dovremmo domandare come mai si arriva a fare classi di 30 studenti anzichè assumere un insegnante in più e farne due da 15……

  19. insegnante Ha scritto:

    Premetto che sono insegnante nella scuola primaria.il lavoro nelle pluriclassi è pesante,ma
    per esperienza personale ,(visto che i miei figli hanno frequentato le pluriclassi) nel percorso di studio non hanno avuto problemi. Da indagini effettuate negli ultimi anni si è scoperto che tutti gli alunni che hanno frequentato le pluriclassi hanno concluso il ciclo di studio della secondaria di primo grado riportando voti tra il distinto e ottimo e quest’anno 9e10.

  20. barbara Ha scritto:

    Buonaserata a tutti, grazie per ogni contributo. La mia esperienza professionale mi ha portato a confrontarmi con varie tipologie di gruppi in ambito educativo: gruppi di preadolescenti e adolescenti nell’extrascuola, classi scolastiche in varie realtà organizzative (tempo integrato, tempo pieno, moduli) e dal 2003 insegno nella scuola primaria del paese in cui sono andata a vivere dove ci sono due pluriclassi e con i recenti tagli si prospetta un unica pluriclasse dalla prima alla quinta. Come insegnante ma anche come educatrice il lavoro nella pluriclasse rimane l’esperienza più stimolante dal punto di vista didattico, perchè se da un lato bisogna avere una visione completa della programmazione sui cinque anni della scuola primaria, bisogna anche saper progettare percorsi che utilizzino le diversità di competenze in maniera sistematica e questo lavoro di pensiero e di prassi creativa mantiene l’insegnante “mosso” rispetto alla realtà dei singoli individui che di anno in anno vengono a formare gruppi sempre nuovi. Importante è il lavoro sul gruppo, sullo sviluppo delle competenze prosociali, sui percorsi di conoscenza individuali, sulle strategie adattive sempre in un’ottica relazionale, ossia dove insegnante e alunni sono legati dentro ai vari passaggi che di anno in anno si pongono e ogni anno si lega all’altro e non può essere visto come una unità a sè stante. Quell’insegnante che ha fatto esperienza per 10 anni di insegnamento con le pluriclassi mi rimanda quanto questa modalità di lavoro ti permette di stare in tempi educativi e di apprendimento lunghi, dotati di una profonda umanità perchè frutto di legami autentici tra insegnante, singoli alunni e gruppi di alunni nei vari anni. La preoccupazione dell’assessore di Tredozio, con la quale condivido l’appartenenza regionale, è anche la mia, ossia di cercare una scuola di qualità di fronte a mezzi economici scarsi. Non si può guardare alla pluriclasse solo come strategia razionalizzante, io credo che gruppi di apprendimento aperti e che favoriscano la costruzione di legami significativi siano sinonimo di qualità nell’acquisizione di conoscenze e che vadano promossi e sostenuti con tanta attenzione e rispetto là dove si costituiscono. Credo che nella “nostra” scuola ognuno ha da fare la propria parte per riconoscere quanto la diversità naturale sia risorsa e non solo motivo di criticità. Nelle pluriclassi questa è prassi quotidiana e ci si fa i conti tenendo la fatica, sperimentando la flessibilità, giocando con la creatività nel macro contenitore del programma ministeriale. Buon lavoro a tutti.

  21. veronica Ha scritto:

    Salve vorrei chiedere a Margherita Flore se ha insegnato a Ortueri nel 1995/96.Mi chiamo Veronica e ho frequentato solo la prima elementare a Ortueri perchè mi sono dovuta trasferire in Lombardia. Ho un bel ricordo di quella maestra che insegnava italiano e che mi ha dato la mia prima nota per un motivo un pò insolito!!Spero tanto sia lei,un saluto Veronica

  22. Patrizia M. Ha scritto:

    Sono un’insegnante di scuola primaria statale a t.i. dal 1991. Sono cresciuta in un piccolo centro dove vivo tuttora. Ho frequentato la scuola elementare a due passi da casa, c’erano 2 pluriclassi per un totale di circa 15-16 bambini. Ricordo con piacere quegli anni, che forse non mi hanno arricchito tanto nel “sapere”, ma mi hanno formata, perchè ricchi di umanità e di esperienze secondo la pedagogia dell’attivismo. In quarta, il maestro Franco, ci propose di fare un allevamento di bachi da seta. Lascio immaginare a voi la nostra perplessità, ma anche il nostro entusiasmo. Arrivarono le uova. In un angolo della legnaia (ormai in disuso perchè era stato fatto l’impianto dei termosifoni) mettemmo dei rami per costruire il giusto habitat per i bachi che nascevano. Era nostro compito raccogliere le foglie di gelso e portarle – ogni giorno (anche la domenica!) – a scuola. Ci venne data la possibilità di osservare la metamorfosi, di vedere quanto breve è la vita di una farfalla… ma ci venne data fiducia e responsabilità!!! Questa era la scuola di un tempo…
    I bambini imparano ciò che vivono
    Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
    Se un bambino vive nell’ostilità impara ad aggredire.
    Se un bambino vive nell’ironia impara ad essere timido.
    Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.
    Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.
    Se un bambino vive nell’incoraggiamento impara ad avere fiducia.
    Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
    Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.
    Se un bambino vive nell’approvazione impara ad accettarsi.
    Se un bambino vive nell’accettazione e nell’amicizia impara a trovare l’amore nel mondo.
    Doret’s Law Nolte

  23. Silvano Ha scritto:

    Se l’alternativa alla pluriclasse non esiste obtorto collo W la pluriclasse altrimenti non c’è paragone che tenga con la classe “normale”.
    Ci sono località montane dove nel raggio di 2- 3 Km esistono alcuni plessi scolastici con altrettante pluriclassi composte da 10 – 13 alunni, domando: Ai fini della didattica e dei costi di gestione non sarebbe opportuno concentrare questa fondamentale funzione in un unico plesso? Magari baricentrico ? Non è sempre vero che la promiscuità aiutà a formarsi anche perché, come molti hanno già riferito, sempre più spesso manca la qualità nel soggetto educatore/formatore.

  24. Huels Ha scritto:

    Personalmente non sono d’accordo sulla validità della pluriclasse in quanto:

    1) l’insegnante è uno solo e quindi il tempo per le sue lezioni frontali (per favore non fatemi commenti del tipo che le lezioni frontali non sono più “alla moda” che rasenteremmo veramente il ridicolo) è dimezzato. Per quanto possa recuperare questo tempo con parziali sovrapposizioni del programma, la didattica ne è comunque compromessa.

    2) solitamente a supporto dell’esistenza delle pluriclassi di sottolinea il fatto che il più grande insegna al più piccolo ed il più piccolo è incentivato ad imparare dal più grande ma in questo caso si escludono di fatto tutte le casistiche più frequenti nella scuola e cioè:
    a. Solitamente gli studenti più bravi sono una minoranza (quindi demandando parte dell’apprendimento al caso fortuito che nella classe vi siano studenti meritevoli sinceramente è una cattiveria)
    b. Il più piccolo sarà stimolato dal più grande se quello che sta facendo è un qualche modo legato all’attività del più grande e spesso non è così (almeno nelle scuole medie per esempio a Tecnologia i programmi sono quasi completamente diversi e basati in gran parte su apprendimento di conoscenze… non è come per la matematica che potrebbe essere utile come ripasso).

    Oltretutto attualmente ci sono pluriclasse da oltre 20 alunni che peggiorano ulteriormente la situazione.

    Per la cronaca è comunque possibile pianificare per bene la “lezione” giornaliera schematizzando le attività delle due classi e dell’insegnante considerando le situazioni anomale (i cosiddetti “buchi”). Tuttavia anche se l’insegnante e gli alunni sono occupati al 100% (il che per motivi umani non è mai possibile) non si potrà mai svolgere lo stesso programma che si farebbe in due classi “standard” dato il ridotto apporto di “lezione frontale” che è assolutamente necessario in gran parte delle materie (delle scuole medie inferiori… chiaramente per le superiori è ancora peggio).

  25. adelino Ha scritto:

    insegno da oltre ventanni in una piccola scuola primaria di collina, ora la scuola conta 32 alunni in tutto. Il prossimo anno usciranno 9 alunni e pare che se ne iscrivano solo 3\4. quindi saremo (riforma gelmini consentento??) in 25! amo questa piccola scuola , amo il paese e la gente ama la scuola. ma ci troviamo impotenti quando leggiamo “i tagli” che ci attendono! Vorrei, e con me ho tante famiglie delpaese, trovare un modo per salvare la piccola scuola ( che non è di montagna, magari!). Se qualcuno ha qualche idea da propormi, o esperienza particolare da seguire… Grazie a tutti…

  26. Rachele Ha scritto:

    Buon giorno a tutti. Sono genitore di due alunni che frequentano la pluriclasse.
    Hanno cercato di farcela digerire in ogni modo e dico così perchè con i risultati ottenuti, posso affermare che la pluriclasse è un disastro.
    Mia figlia maggiore ha frequentato la pluriclasse IV/V quando era in IV: uno sfacelo, tant’è che tra analisi grammaticale, logica e del periodo ne hanno fatto un gran minestrone e per recuperare geografia di IV, quando poi era in V non sono riusciti a “fare” la Sardegna – sottolineando che le altre regioni le hanno studiate divisi in gruppi di 2 e che le regioni che ha fatto un gruppo, non le ha studiate l’altro! In prima media i ragazzi che erano con lei in pluriclasse alle elementari e che ora sono in II media, al test di “ingresso” di I non hanno superato il 5 e mezzo (sono di nuovo in classe insieme).
    Per quello che riguarda mio figlio minore l’anno scorso era in I/II e quest’anno pure. con la differenza che ha cambiato l’insegnante di matematica, la quale si rifiuta di portare avanti la classe finchè i bambini, che sono 5 per la II, non saranno tutti allo stesso livello. Dice che non si può permettere di avere nella classe diversi “livelli”. So, tuttavia, che nelle classi normali i bambini lavorano per gruppi di livello, sicchè se in una II normale mio figlio potrebbe raggiungere un buon livello con stimoli adeguati alle sue competenze, in una pluriclasse di questo genere si vede spinto a rimanere al livello dell’ultimo della classe, che non è scemo… solo che non ne ha tanta voglia e preferisce una sana partita di tennis all’aria aperta!
    In ogni caso, gli enti locali in accordo con gli uffici scolastici e i dirigenti dell’istituzione scolastica (in virtù della famosa autonomia scolastica) possono integrare l’organico di fatto con lo stanziamento di un fondo destinato all’assunzione del docente in modo tale da sdoppiare la pluriclasse per 30 ore settimanali. Semprechè questi enti abbiano la voglia di assumere tutte le responsabilità che i loro ruoli richiedono.

  27. Franca Ha scritto:

    Io ho frequentato la prima elementare in una pluriclasse ed è stata una esperienza bellissima, grazie anche ad una bravissima maestra e alla collocazione della scuola in un piccolo villaggio militare. Potreste dirmi che erano altri tempi, ma ho imparato di più in quell’anno che in tutti gli altri in una classe “normale” di una scuola cittadina….

  28. Maestro Luca Ha scritto:

    L’italia è un paese fatto di contraddizioni enormi. Noi italiani siamo purtroppo contraddittori. Si vorrebbe meno inquinamneto e poi si incentivano le auto e si sopprimono le ferrovia. Si vorrebbe più onestà e quando possibile si evadono le tasse. E così dicendo, potrei fare altri mille esempi.
    Il dibattito sulle pluriclassi è lo specchio di noi italiani. Si vorrebbero i servizi sotto casa ma poi li contestiamo. Anzi, contestiamo tutto e tutti e, soprattutto, contestiamo chi fa il suo lavoro con semplicità e umiltà.
    Sono convinto che, in questo dibattito, i genitori se ne dovrebbero stare fuori perchè, in un’Italia odierna di soli diritti e di nessun dovere, contestare chi lavora è scontato e monotono. Ognuno di noi vorrebbe il mondo a sua immagine e somiglianza e questo, dal dopo-guerra in poi, sta portando l’Italia alla rovina e ad un tasso di delinquenza e di prepotenza pari a paesi del terzo mondo, a partire dalla classe dirigente fino al disoccupato, quindi nessuno di noi escluso.
    Prima le pluriclassi funzionavano perchè eravamo capaci di rapportarsi umilmente tra di noi e aiutare il vicino di banco; adesso si pretende e basta. I genitori ti crocificcono solo se il loro figlio ha come vicino di banco un extracomunitario oppure un contadinello un po’sporco. In realtà, nessuno di noi sa più il significato di parole come “umiltà”, “rapporti interpersonali”, “sostegno reciproco”, “collaborazione”.
    Ci rapportiamo con gli altri solo se “ci fanno comodo”, altrimenti calpestiamo o ignoriamo il nostro prossimo.
    Oggi, con queste premesse, mentre in tutti gli altri paesi europei, le pluriclassi vengono valorizzate come singola entità, da noi sono demonizzate perchè i genitori e le maestre hanno il bisogno di sentirsi “alla moda”, di fare progetti faraoni noi per i bambini ma per la loro gloria personale, di riempire pagine e pagine di enormi e assurdi registri che finiranno presto in un archivio.
    Se mettessimo da parte questa nostra assurda necessità di stare alla moda, allora la pluriclasse assumerebbe tutt’altro significato da quello “agonizzante” di oggi. Sarebbe più apprezzata, proprio perchè spesso la piccola scuola è l’unica entità statale presente sul territorio, dal momento che oggi si tende a sopprimere tutto: uffici postali, stazioni ferroviarie, eccetera eccetera.
    Vi siete chiesti perchè accade questo? Forse perchè ognuno di noi si sente “onnipotente” e considera tutte le altre persone solo alla stregua dei propri bisogni.
    Non è forse vero che ci piace ostentare tutto quello che abbiamo ai vicini di casa o agli amici? Quanti di noi fanno debiti per avere la macchina nuova solo perchè si vergognano di usare quella vecchia anche se perfettamente funzionante.
    Così vale anche per le pluriclassi.
    Quest’anno, per un cambio con una collega e solo fino a giugno, dopo dieci anni sono ritornato ad insegnare in una pluriclasse di una frazione del mio paese. Per la cronaca vi riconfermo quanto detto nel mio primo intervento di due anni fa: i bambini sono molto più educati delle scuole “normali” e il programma svolto e appreso è uguale. In più, a dispetto dei genitori che vorrebbero i loro figli prevalere sugli altri, i bambini imparano cosa voglia dire “umiltà” e “collaborazione”.
    Peccato che i genitori italiani non ritornino a frequentare le pluriclassi… avrebbero molto da imparare!
    maestroluca@virgilio.it

  29. Antonella Ha scritto:

    Lavoro da tre anni in una pluriclasse(San Carlo prov.PA) e ho imparato ad essere flessibile e creativa.Ho inventato insieme alle colleghe progetti su misura per la nostra pluriclasse e abbiamo creato tra genitori ed insegnanti un rapporto di “una grande famiglia” che hanno avuto come unico scopo il benessere dei bambini.Nella mia amata pluriclasse il tempo si è fermato, ho lavorato faticosamente e serenamente senza guardare l’orologio e riuscendo anche a terminare il programma ministeriale di ogni classe.Questo è l’ultimo anno in questa pluriclasse e sono sicura che questi tre anni resteranno i più belli della mia carriera.

  30. Umberto Ha scritto:

    Sinteticamente alcuni aspetti:
    Le cosiddette classi normali sono state costruite per rendere più semplice la vita ai docenti che così in tempi definiti potevano svolgere il loro programma, ma non tenevano conto dell’apprendimento dei bambini. Se è vero che oggi dobbiamo avere in mente l’apprendimento di tutti i bambini e di ciascuno di essi la classe non serve di per sé, tanto che nella normativa attuale si prevede che “la classe” venga superata come unica forma organizzativa dell’attività didattica.
    Le cosiddette classi normali sono in realtà delle pluriclassi in quanto ciascun bambino ha i propri ritmi di apprendimentgo e le proprie caratteristiche senza notare la presenza di un significativo numero di bambini con esigenze particlari (immigrati recenti, ma anche il numero sempre crescente di bambini a disagio …). Il docente che pensa che i bambini possano avere un solo “programma” farà dei danni gravi. Nella pluriclasse almeno si sa già che ci sono competenze diverse.
    Lavorare in pluriclassi comporta di avere una visione verticale degli apprendimenti e questo favorisce notevolmente la capacità del docente di personalizzare.
    Chi ha detto che nella pluriclasse c’è un docente unico? Ci saranno i docenti previsti dal modulo orario presente: se è il tempo pieno i docenti saranno due con in più generalmente religione e a volte (per ora) inglese. Non mi risulta che le normative siano diverse dalle monoclassi.

  31. Umberto Ha scritto:

    Buongiorno.
    Utilizzo questo form per comunicare con Gian Marco dato che non ho saputo trovare la sua email.
    Ho scoperto con piacere da alcuni giorni la pagina del blog sulle pluriclassi ed ho lasciato una piccola nota.
    Sto impegnandomi, nei limiti di tempo possibili, a rivalutare la pluriclasse e la scuola della montagna.
    Sono dirigente scolastico.
    Incontro naturalmente grandi difficoltà nel far passare un messaggio positivo. Continuo in ogni caso a fare interventi in cui accanto alle legittime richieste di personale (ATA e docenti) metto l’esigenza di “rifondare” l’idea e l’organizzazione della scuola di montagna e di pluriclasse.
    Con questo scopo ho dato vita al sito http://www.scuoledellamontagna.net
    La mia proposta sarebbe di creare un link dal mio sito alla sua pagina (a anche un feed) e in questo senso chiedo l’autorizzazione.
    Altra proposta è quella di unire gli sforzi, le idee e le risorse per un obiettivo che mi sembra comune.
    A presto

    Umberto Bertolini
    Istituto Comprensivo
    Piazza al Serchio (Lucca)

    Le ho mandato una mail, grazie per avermi contattato.
    Gian Marco

  32. laura Ha scritto:

    ho appreso ieri sera che mio figlio, 3 elementare, tra qualche giorno inizierà l’anno scolastico in pluriclasse con la prima elementare, sono molto perplessa in merito e sicuramente tornerò per dare feed back, se è vero che stimolano, indipendenza, autonomia e responsabilità…beh è proprio quanto m anca a l mio cucciolo, quindi ben vengano….anche se prima/terza mi crea qualche riserbo ulteriore….

  33. Maurizio Ha scritto:

    Ciao Laura anche mia figlia di 3° elementare comincia in pluriclasse 1°-3° non è che è la stessa scuola anch’io sono un po perplesso per il momento sto alla finestra e aspetto e vedo cosa succede ciao

  34. annamaria Ha scritto:

    salve a tutti, sono di ruolo da quasi 10 anni e quest’anno sono stata spostata in una frazione su una pluriclasse (prima,seconda e terza). ci tengo a precisare che questa scuola dista 5 minuti di macchina dal plesso principale e ha in tutto 13 alunni.
    ora si possono dire un sacco di belle cose sul rapporto che si crea con gli alunni e tra gli alunni ecc. ma è impossibile negare che questi bambini del punto di vista dell’insegnamento sono molto svantaggiati, basta pensare al solo fatto che ho 6 ore settimanali di italiano da dividere per 3 classi. riusciranno ad imparare a leggere con sole 2 ore settimanali i bambini di prima?mah ho i miei dubbi…..

  35. Gian Marco Ha scritto:

    @annamaria: mi dispiace che un’insegnante inizi l’anno scolastico con questo spirito….
    Secondo me lei non deve avere dubbi se i bambini impareranno o meno, al massimo può chiedersi come riuscirà a insegnare, non se.
    Quei 13 bambini non hanno bisogno di una insegnante demotivata.

  36. umberto Ha scritto:

    Non vanno considerate 6 ore per classe. Gli alunni possono benissimo svolgere molte attività insieme con vantaggi notevoli, senza dimenticare i tempi in cui si svolgono attività individuali lasciando la maestra libera di dedicarsi a singole situazioni. Il punto è quello indicato da Gian Marco: bisogna riflettere sul come.
    Diverso è la questione dei 5 minuti di distanza, questa rientra nelle scelte del territorio.
    Certamente però la pluriclasse è una miniera di possibilità. Fra l’altro se 13 alunni hanno una docente che lavora per 22 ore settimanali significa avere quasi 2 ore docente tutte per ciascuno di loro, mentre diversa è la situazione in una classe di 24 alunni. Gli alunni più grandi possono benissimo esercitare la lettura e il calcolo con i bambini più piccoli …
    Uno dei problemi delle scuole di montagna è che spesso il docente arriva da “fuori” e quindi considera la distanza come un peso, evidenziando così gli aspetti negativi e non percependo quelli positivi.
    Esiste in ogni caso il problema di una preparazione adeguata dei docenti che vale per tutte le situazioni, in particolare per quelle che escono dai canoni ordinari.

  37. simona Ha scritto:

    Salve a tutti, anch’io per la prima volta dopo 12 anni di esperienza, e proprio per il mio anno di prova , mi trovo ad aver a che fare con una pluriclasse.
    Non mi sono ancora fatta un’idea precisa dei vantaggi o svantaggi, ma sarei grata a chiunque volesse segnalarmi siti o mandarmi materiale sull’argomento, in quanto ne farò la mia relazione per l’anno di prova.
    Grazie
    Simona

  38. umberto Ha scritto:

    Da parte mia posso segnalare http://www.scuoledellamontagna.net sito giovane nel quale si raccolgono via via le esperienze didattiche che ci vengono inviate.
    Sul piano metodologico indubbiamente il docente della pluriclasse ha bisogno di essere ben preparato (la stessa cosa varrebbe per tutti i docenti invero); in questo senso credo possano essere utili alcuni brevi saggi pubblicati su http://www.galileoeducational.net/max10
    Naturalmente nella rete ci saranno altri importanti contributi.
    Buon lavoro e fai sapere qualcosa.
    Umberto

  39. umberto Ha scritto:

    Ho trovato on line l’esperienza della scuola di San Bortolo delle Montagne, Verona. Questo il link http://scuoladisanbortolo.blogspot.com/

  40. Marco Pioli Ha scritto:

    Voglio anch’io dare un contributo alla discussione. Nel mio Istituto (IC di Corniglio – Parma) tutte le sei scuole primarie hanno pluriclassi e anche tre scuole secondarie di 1° grado su quattro, per cui il tema è molto sentito.
    Ritengo che i veri problemi didattici siano sostanzialmente due: superare l’isolamento ed offrire opportunità per lo sviluppo dell’autonomia nello studio.
    Le nuove tecnologie informatiche ci danno una mano sia per offrire quegli stimoli che il numero ristretto di alunni impedisce sia per gestire il piano personalizzato dell’alunno.
    Ritengo inoltre che l’isolamento possa essere superato con forme strutturate di gemellaggoi con altre scuole, che prevedano anche visite periodiche, condivisione di attività…
    Concordo che agli insegnanti si richiedano motivazioni, competenze, disponibilità … eccezionali, che devono essere riconosciute!
    Ritengo anche che occorra garantire una continuità almeno triennale e che il reclutamento attuale sia veramente penalizzante per pluriclassi (spesso arrivano i più sprovveduti e a volte i più “lavativi”!).
    Marco

  41. marica Ha scritto:

    buongiorno a tutti! sono una mamma di una bimba che frequenta una pluriclasse nella scuola primaria -abitiamo in un paesino della Liguria – e devo dire che fino ad oggi la nostra esperienza è positiva: i bimbi sono preparati tanto quanto quelli di scuole più grandi – capita di confrontarsi con amici che abitano altrove…-, riescono a fare esperienze- come progetti artistici- che in scuole più grandi sarebbero impossibili e con classi poco numerose è più facile anche gestire la disciplina, certamente noi abbiamo dalla nostra parte anche le capacità organizzative delle insegnanti che ormai da anni lavorano con le pluriclassi. Riguardo al problema della socialità i paesi piccoli – come le città del resto – portano in se vantaggi e svantaggi non legati certo solo all’ambiente scolastico.
    Se Marco Pioli – o anche altri che possano aiutarmi -legge questo post sarei interessata ad avere qualche info sull’esperienza della pluriclasse nella secondaria di I grado che forse dal prossimo anno scolastico saremmo costretti ad affrontare. Grazie

  42. Antonella Ha scritto:

    Mia figlia frequenta quest’anno la prima classe della scuola primaria. Per pochi alunni non è stato possibile formare le due solite sezioni di questo plesso, per cui ci ritroviamo in una classe di 28 alunni con un’insegante quasi unica: italiano, matematica, storia, musica ….. L’insegante in questione, seppur con grande esperienza, doti di professionalità, serietà e autorevolezza, oltre che dolcezza e curiosità intellettuale, spesso è stanca, esausta e demotivata. Io credo che sarebbe stato molto meglio per mia figlia trovarsi in una pluriclasse di 15 alunni di diverse età.
    Non dimentichiamo quanto possa essere stimoltante per i piccoli apprendere insieme ai grandi e anche per i grandi apprendere dai piccoli.
    In questo senso, l’esperienza della scuola dell’infanzia in classi miste è stata molto significativa per mia figlia.
    Immagino quanto sarebbe bello per la maestra iniziare la giornata raccontando una bella storia a tutti e a quanto sarebbe bello che questa storia possa assumere significati diversi e fornire stimoli a bambini di diverse età. La lettura di una semplice ricetta di cucina potrebbe generare una possibilità infinita di apprendimenti: risoluzione di calcoli, sottrazioni, addizioni e moltiplicazioni per i più grandi, elaborazione di immagini e pensierini per i più piccoli ecc… ecc…

  43. antonella Ha scritto:

    riprovo a mettrmi in contatto con voi: sono sempre la maestra un po’ pazzerella che desidera fortemente essere assegnata ad una pluriclasse perchè ci crede fermamente. attendevo di essere contattata da una persona come mi è stato scritto nella vostra risposta al mio primo messaggio. se fosse più comodo eccovi il mio tel. 0331535579. spero di sentirvi prestissimo antonella

  44. Claudia Lorusso Ha scritto:

    Ciao insegno anche io in unapluriclasse in una scuoladi campagna con tanti bambini stranieri. Amo tanto la mia scuola e lottoper tenerlaaperta. Chiedo inoltre a tutti voise c’ e’ qualche guida didattica o qualche testo che mi possa aiutare nelle lezioni. Sicuramente sarete daccordo che inventare delle lezioni che vadano bene per bimbi di terza quarta e quinta elementare non e’ certo operazione semplicissima!
    Ciao egrazie

  45. Renata Ha scritto:

    Buongiorno, io ho due figli che frequentano una Scuola primaria con pluriclasse…….concordo pienamente con il Maestro Luca nell’analisi che fa del nostro modo di vivere….Ho un figlio che ha appena terminato la terza e uno la prima classe, hanno imparato esattamente come quelli che frequentano le cosiddette classi normali con l’unica differenza che imparano da subito a rapportarsi con bambini di diverse età………..purtroppo la circolare della Regione Lombardia del 25 marzo scorso ha sentenziato la fine dei Plessi con pluriclassi nella nostra Regione, se non si raggiunge il numero minimo per formare una classe la classe salta…………Noi abbiamo SCELTO la pluriclasse per dare l’opportunità ai nostri figli di essere davvero parte di un gruppo, di avere delle radici e vedere bambini dai 6 ai 10 anni che giocano assieme incuranti se sono piccoli grandi è una soddisfazione immensa, in una classe “normale” magari impareranno qualcosina in più ma dubito troveranno ancora questo tipo di rapporto umano. Ora speriamo di riuscire a raggiungere i famosi 15 alunni per avere la classe prima il prossimo anno e non perdere questo tesoro…… se qualcuno di voi mi sa dare suggerimenti o è a conoscenza di qualche scappatoia può contattarmi via e-mail
    Renata
    itappi@libero.it

  46. graziana braghieri Ha scritto:

    Dato che c’è da parte nostra una difficoltà di interpretazione sulla pluriclasse desiderei sapere quanto segue: una bambina ha assegnata un’insegnante di sostegno per 18 ed è inserita nella classe terza; un’altra ha 6 ore ed è inserita nella classe quinta. La contrapposizione sull’interpretazione è derivata dal fatto che l’insegnante di sostegno verrebbe assegnata anche all’insegnamento delle altre classi, in deroga alle 18 ore assegnate alla bambina. In effetti sembra che il sostegno sia alla classe intesa (da parte della direzione) come classe unica e quindi non suddivisa in prima, seconda, etc.
    Dato che è urgente per la definizione dell’insegnamento qual’è l’interpretazione corretta? E’ possibile una risposta in privato?

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