pagine di Gian Marco


mie opinioni sulla pluriclasse

La pluriclasse è una classe composta da alunni di età diversa e iscritti a differenti anni di corso. Dal momento che nella scuola pubblica è previsto un numero minimo di alunni, le pluriclassi vengono attivate quando il numero degli alunni non è sufficiente per la formazione di una classe per ciascun anno di corso.
Nei piccoli centri capita spesso trovare scuole primarie dove il basso numero di bambini residenti obbliga i dirigenti scolastici a raggruppare gli alunni. Per esempio, potrebbero finire nella stessa classe chi frequenta la prima e chi frequenta la seconda, oppure frequenta le classi terza, quarta e quinta, eccetera.

La scuola primaria del paese dove abito ha le pluriclassi e dunque non è raro che, all’inizio del ciclo scolastico, i genitori si chiedano se inserire il proprio figlio in una pluriclasse possa essere didatticamente meno vantaggioso che non mandarlo in una classe normale della scuola di una città vicina.
Per esperienza personale, come studente prima e come padre dopo, direi di no.
Anzi, se proprio lo volete sapere, l’ambiente della pluriclasse lo trovo interessante e ricco di stimoli, inoltre, dato che spesso le pluriclassi hanno un basso numero di alunni, gli stessi insegnanti generalmente si trovano meglio a lavorare con 10 / 20 alunni piuttosto che 30.
Il sottoscritto vede parecchi aspetti positivi, altri genitori meno e preferiscono sobbarcarsi qualche sacrificio extra accompagnando i propri figli in scuole più lontane, alla ricerca di classi normali.
Come effetto collaterale di questa decisione la scuola del paese dove vivono viene privata di un alunno che, a sua volta, si vedrà separato dai suoi compagni di giochi (mi si permetta il termine) naturali. Intanto, proprio per questa defezione, la scuola del paese potrebbe andare incontro al rischio di tagli nell’organico dei docenti, un minor numero di pluriclassi, un minore stanziamento di fondi e risorse fino, in casi estremi, alla chiusura.

Scrivo questa pagina con l’intento di convincere i genitori che per l’educazione dei loro figli sia molto più importante trovare buoni insegnanti che non inserire i propri figli a tutti i costi in istituti più lontani ma in grado di garantir loro l’inserimento in classi normali. Questo ovviamente se le esigenze logistiche della famiglia non fanno prevalere nettamente una scelta piuttosto che un’altra.
Se non basta la mia esperienza personale (che ritengo molto positiva sebbene abbia frequentato le elementari in una pluriclasse con 4 maestre diverse in 5 anni), provo a fare alcuni esperimenti.
Il primo, chiedendo un parere di chi si trova a leggere le pagine di questo blog ed è stato coinvolto, come genitore, alunno o insegnante in una pluriclasse; chiedendo inoltre il parere di alcuni blogger che ho trovato in rete e che si qualificano come insegnanti (si noti che li ho colti di sorpresa, senza consultarli precedentemente, rischiando di trovarli magari di parere opposto al mio): il maestro Alberto e le maestre Maria Pia, Titty, Anna, e tutti i docenti che vorranno intervenire commentando questa pagina….
Il secondo è invece un un piccolo censimento: Invito tutti i miei compaesani, vecchi e nuovi, che hanno frequentato le scuole elementari in una pluriclasse, a comunicarmi il loro nome, iniziale del cognome e titolo di studio finale, in modo che si possa compilare un elenco in grado di dimostrare che le pluriclassi della scuola del nostro paese non ci hanno nuociuto, anzi, al contrario, che gli insegnati hanno fatto un ottimo lavoro.
Ci tengo a precisare che essere elencati non vuol dire trovarsi pienamente d’accordo con tutto quello che ho scritto.
Terzo esperimento: esiste qualche lettore che ha frequentato le elementari in una pluriclasse e desidera lasciare il proprio nome, il titolo di studio e/o la propria qualifica attuale nel mondo del lavoro per compilare un altro elenco?

54 Commenti a “mie opinioni sulla pluriclasse”

  1. luisa Ha scritto:

    Buongiorno a tutti!
    Sono una mamma che vive in un piccolo paese.
    Leggendo le vostre opizioni mi sento meno sola nelle mie convinzioni.
    I nostri bambini si conoscono tutti, dentro e fuori le nostre scuole, siano esse la scuola materna e la scuola primaria.
    Ogni anno scatta la conta di chi resta e di chi non resta e ogni anno le mamme che, come me, tengono tantissimo alle nostre strutture, ascoltano con dispiacere i motivi che portano alcune mamme ad andare fuori paese.
    Spesso sono motivi futili, dettati per la maggior parte dal detto “L’erba del vicino è sempre più verde”.
    E chi opta per altre scuole è lo stesso che poi si lamenta che il paese ha pochi servizi.
    Al momento i miei bimbi sono all’asilo ma tra poco andranno a scuola, dove alcune materie vengono insegnate abbinando due classi.
    Sento che lasciare i miei figli in paese sia la scelta giusta, cresceranno in un contesto sociale a loro misura, potranno scendere in strada a giocare conoscendo tutti e sono certa che saranno maggiormente puntualizzati in classe rispetto che in una classe con 30 bambini.
    La mia speranza è supportata dalle altre mamme, con cui mi confronto quotidianamente, che hanno già i bambini alla scuola primaria e che sono soddisfatte dello svolgimento del programma.
    E’ supportata da altre mamme ancora, che hanno vissuto la stessa esperienza e che adesso vedono i loro figli ancora più grandi spiccare il volo.
    Io da qui non me ne vado e mi auguro che la mia scelta, vedendo i miei figli crescere, si sarà rivelata quella giusta.
    Ciao a tutti

  2. Camilla Ha scritto:

    Io lavoro in pluriclassi in un piccolo paese in Valle d’Aosta, dal 2012. In questi anni abbiamo numeri “alti”: 35 alunni in tutta la scuola! Io adoro lavorare qui, e, anche se faccio circa 15 km al giorno per arrivare, non tornerei indietro! Anzi se ne avrò la possibilià, mia figlia frequenterà qui la scuola dell’infanzia a settembre.
    Certo ci sono aspetti positivi e negativi. Quando mancano gli insegnanti sostituirsi è complicato, spesso uniamo ancora di più le classi, e avolte la didattica ne risente. D’altro canto può essere anche arricchente lavorare così! I bambini imparano ad essere molto più autonomi e a lavorare tanto in gruppo. L’apprendimento cooperativo qui è il metodo maggiormente usato e questo non può che essere positivo.

  3. Debora Ha scritto:

    Ho avuto la fortuna di lavorare in una pluriclasse di una scuola di alta collina della mia provincia. Un’esperienza tosta come carico di lavoro essendo stata maestra prevalente. Tosta ma indimenticabile. Ed estremamente formativa. Mi ero addirittura trasferita perchè distava un’ora di auto dalla città dove abitavo. Un altro mondo, un altro modo di vivere, sani valori e principi spesso dimenticati. Il “Signora maestra” e quel “Lei” che io non volevo ma che i bambini mi davano per abitudine. La altissima considerazione della maestra in paese, il riconoscimento del tuo lavoro. E la classe, unica e irripetibile. Bambini uniti che si volevano bene. L’apprendimento cooperativo e il tutoring erano pratiche consolidate da sempre. Sono stata io ad imparare tantissimo da loro. Non dico che sia stato facile insegnare, all’inizio ero un po’ nel panico perchè abituata alle classi tradizionali, ma ho avuto la fortuna di avere anche un preside ex maestro che mi ha supportato e guidato, poi il resto è venuto da sè. Mi manca quell’anno e quell’ambiente che sapeva di grande famiglia!

  4. Jean François Ha scritto:

    La mia esperienza di pluriclasse è atipica in quanto non legata al paesino bensì a un aspetto di minoranza linguistica. A Firenze l’Ecole Française è adesso un grande istituto di lusso ma quando lo frequentai erano pochi locali per i figli di genitori francofoni ed eravamo mediamente 8 per classe, perciò 1a e 2a elementare e 4a e 5a erano accorpate mentre la terza era gestita dalla direttrice, le materne avevano un’unica insegnante. Per quanto ne so tutti gli alunni hanno avuto percorsi scolastici e professionali mediamente alti ma non credo faccia testo in merito alla statistica in quanto eravamo favoriti dall’estrazione sociale -per lo più figli di diplomatici, professori universitari distaccati, famiglie aristocratiche fiorentine che volevano l’educazione bilingue, quadri dirigenziali in trasferta e qualche figlio di donne francesi accompagnatesi con fiorentini.
    L’esperienza è stata molto positiva anche perché si seguiva un metodo che usava delle schede di esercizi con una progressione di difficoltà che consentiva di seguire un proprio ritmo. Solitamente finivo velocemente le schede di francese e impiegavo più tempo per matematica.
    La questione della multiclasse mi interessa proprio perché penso possa permettere ad alunni più svegli di avanzare più in fretta seguendo quanto spiegato ai più grandi e a quelli meno bravi di avere un ripasso continuo quando il maestro spiega ai più piccoli. Sarei felice di avere documentazione in più in merito.

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