pagine di Gian Marco


voglia di muri a secco

Il territorio si può consumare o si può costruire. Un muro a secco è il segno della civiltà dell’uomo, molto di più che non un capannone. Il primo dura secoli, il secondo in poche decine di anni diventa un mostro semivuoto. C’è chi costruisce mostri, ma c’è ancora chi sa apprezzare le cose migliori.

Con piacere segnalo due post: questo e questo.

Un Commento a “voglia di muri a secco”

  1. gianni bestagno Ha scritto:

    condivido andrea pagliantini.
    l’anno scorso con mio padre abbiamo rappezzato una piccola “sbuia”, sotto una grossa radice di ulivo.
    quindi fatica breve, ma la soddisfazione quando sono andato a prendere sei bidoni d’acqua (altra breve fatica) per verificare che non stagnasse mi ha dato un valore che non conoscevo e mi ha tolto la fatica.
    e l’averlo partecipato con il padre e per la gioia del ricordo e della memoria mia.

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