le melanzane e il turismo di massa
18/09/2010Oggi parlerò di un profondo pensatore, Dinamite Bla, un solitario campagnolo che abita in cima ad una collina che si chiama “Cucuzzolo del Misantropo”. In una delle sue ultime apparizioni (da buon eremita di poche parole lo si vede poco in giro) afferma che:
C’è più umanità in una melanzana che in un pullman di turisti
In effetti, ottenebrata dai nefasti fumi del consumismo, la mente umana è ormai convinta dalla necessità di trasformare in divertimento ogni cosa, comprese le vacanze o i brevi soggiorni. Anzi, ormai se uno non fa cazzate non si sente in vacanza, se uno non spegne il cervello non esiste. Si deve a tutti i costi sballare, esagerare, fare i fighi, con buona pace della dantesca virtute e canoscenza.
Il termine marketing turistico, poi, l’ho sempre visto con sospetto: non è che serve ad aumentare la percentuale di danteschi bruti attorno a casa mia?In loro vece, attorno a me preferirei piuttosto degli esseri umani, persone che si muovono per capire, per osservare, per ammirare, per conoscere persone; animi capaci anche di vedere l’umanità di una melanzana, di un fiore, di una farfalla, di un paesaggio, di un tramonto che nella loro città non possono avere il piacere di contemplare. Ma di solito queste non riempiono i pullman, neppure i grossi condomini che hanno deturpato le coste che altri amministratori della cosa pubblica, ottenebrati pure loro, hanno lasciato costruire.
“Cittadini”, nel senso di persone culturalmente estranee all’umanità ed estraniate dalla natura, tornate in voi o rimanete lontani dal mio cucuzzolo!









