pagine di Gian Marco

scorribande poetiche

31/08/2009

La poesia, credo che sia rimasta l’unica forma di arte non ancora assaltata dall’idea di profitto e dalle regole di mercato che trasformano qualunque cosa, arte compresa, in “prodotto”. Forse è per questo che vedo con estrema simpatia le iniziative come quella della sezione ligure dell’Associazione culturale Fiorentina Accademia Vittorio Alfieri, che aprirà la sessione 2009/2010 alla STANZA DELLA POESIA di Genova con la manifestazione “E’ LA LIGURIA TERRA LEGGIADRA”, scorribande poetiche fra cielo e mare dal ‘200 al 2009, il prossimo 26 settembre alle ore 17, presso la Stanza della Poesia/Palazzo Ducale – piazza Matteotti, 78 R – Genova (ingresso libero fino all’esaurimento dei posti a disposizione).

Sarà sicuramente un’oretta di piacevole viaggio dentro la cultura accompagnato da canzoni opportunamente scelte in abbinamento con le letture proposte.

La performance di letture poetiche è ideata e condotta da Elena Zucchini organizzatrice e d’eventi e responsabile della sezione Ligure dell’associazione culturale Accademia Alfieri. Questo gemellaggio consolidato ormai da molti anni ha  portato nel tempo molti buoni frutti e questo pomeriggio culturale è senza dubbio un evento da non perdere.

Collaboreranno con la dottoressa Zucchini i poeti liguri che frequentano la Stanza della Poesia e molti dei Poeti dell’Accademia Alfieri. Nell’ideale racconto che farà da “fil rouge” (il viaggio in Liguria) saranno letti molti autori della letteratura classica e nuovi poeti che abbiano comunque scritto sulla bellezza della terra ligure.

Termino il post ringraziando Tiziana Curti per avermi segnalato l’evento.

Come perdere due chili al giorno

13/06/2009

Ieri sera ho avuto il piacere di partecipare all’incontro “Imperia, rifiuti: da emergenza a opportunità”, una conferenza con la Rete Rifiuti Zero.
Partecipavano la signora Carla Poli, titolare dell’impianto di Vedelago (TV), che ci ha spiegato perché usare il termine rifiuto sia un errore: si tratta di materiale post-consumo che, opportunamente trattato, si trasforma, torna ad essere una materia prima. Questa trasformazione avviene ad un costo così basso che il Centro è un’azienda funzionante, produce utili ed ha quasi 60 dipendenti. I prodotti del Centro Riciclo di Vedelago sono già prenotati fino al marzo dell’anno prossimo.
Se teniamo presente che nello stabilimento della signora Poli non scartano nulla, ecco la prova funzionante ed economicamente vantaggiosa che le discariche sono un inutile spreco.
In provinca di Belluno esiste poi Ponte nelle Alpi, un paese di 8500 abitanti che ha deciso di fare le cose per bene. Partendo da una situazione analoga a quella di molti comuni italiani (cassonetti per strada, raccolta differenziata lasciata alla buona volontà dei cittadini e scarsi risultati) in soli sei mesi è riuscito a superare la soglia del’80% di raccolta differenziata e a rimanerci costantemente.
Come hanno fatto ce lo ha spiegato direttamente una collaboratrice dell’assessore, la dottoressa la dottoressa Giorgiana Palman. Provo a riassumere in poche parole:

- Passaggio da tassa a tariffa (ogni famiglia ha i propri cassonetti e paga in base a quanta “indifferenziata” produce)

- Informazione e coinvolgimento dei cittadini (incontri, divulgazione, piccoli manuali)

Posso assicurare che la signora Palmam è una simpatica e normalissima signora, non è dotata di poteri paranormali, così come i suoi concittadini, che non volano, non spaccano montagne a mani nude, non fanno uscire ragnatele dalle loro mani, non diventano verdi quando si arrabbiano.
Sono persone normali di un paese normale.

Oggi l’azienda comunale messa in piedi per la gestione della differenziata fa lavorare 8 persone e, allo stesso tempo, permette un notevole abbattimento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti (o dovrei dire invece “il recupero del materiale post consumo”).

Qua in provincia di Imperia si sta invece pensando ad aprire nuove discariche, quando esiste la prova che, se si vuole, bastano 6 mesi per passare a 2 Kg di rumenta in meno ogni giorno per ogni cittadino.

E la cosa sarebbe anche economicamente conveniente!

Che cosa dovremmo pretendere dai nostri amministratori? Un cancrovalorizzatore o diventare anche noi dei paesi più ricchi e puliti, come Ponte nelle Alpi? Una nuova discarica oppure delle aziende floride e utili al bene comune come quella della Signora Poli?

La caccia al Macroglossum stellatarum

09/06/2009

Alla fine, al terzo tentativo, ce l’ho fatta a scattare una foto decente per immortalare uno strano animale: una sfinge del galio o Macroglossum stellatarum che dir si voglia, un insetto dell’ordine dei lepidotteri, una strana “farfalla-calabrone-colibrì” che non si posa mai sui fiori ma ci vola vicino, con un volo stazionario quando con la sua lunga “cannuccia” succhia il nettare, ma altrimenti irrequieto e imprevedibile.
Che vitaccia: pensate un po’ come sarebbe comodo mangiare camminando sui pattini a rotelle, senza mai sedersi a tavola ma usando una lunga cannuccia. Beh, questo animale fa più o meno così…..
E poi batte velocissimamente le sue ali, tanto da sembrare uno strano colibrì o un grosso calabrone, per me un vero casino riuscire a metterlo a fuoco e scattare qualcosa di presentabile.
ma ieri alla fine ho scattato questa:

Probabilmente farà ridere i veri esperti del settore, per capirci professionisti tipo p.es. Fabio Sacchi o Emanuele Biggi, ma io sono contento lo stesso.

Aggiunta del giorno dopo: Alberto mi ha appena spedito la stessa foto, ma elaborata con qualche diavoleria tipo photoshop, gimp o chissà che altro… Adesso si vede ancora meglio. L’immagine  del post è quella ritoccata.

Gli ultimi appuntamenti di primavera

24/05/2009

Ieri è arrivata puntuale la prima lucciola, l’ultima della lista che scandisce i giorni che si allungano piano piano.

Si parte da fine gennaio/inizio febbraio con i fiori di mandorlo, la Barlia robertiana, e via via una lunga serie di amici che ritornano puntuali ogni anno fino a quando, le sere di fine maggio, posso ammirare le rondini volteggiare nel cielo e si accendono le prime lucciole (che qua in paese sono ancora degli insetti).

Anche quest’anno sono arrivati tutti, per questo la sera in cui ho visto la prima lucciola della stagione vado a dormire più sereno.

Gaio Valerio Catullo

20/05/2009

Adesso, proprio adesso che siamo sotto elezioni, adesso che i politici vanno e vengono, promettono, stringono mani e i più sono felici di essere stati considerati da potenziali presidenti, sindaci, assessori o consiglieri, esattamente in questi giorni, in cui tanti sono soddisfatti di avere strappato promessa da marinaio a [centro]destra e [centro]sinistra, proprio in questo momento mi piace ricordare cosa dice il poeta:

majorité, di René MalteteXCIII. Nil nimium
Nil nimium studeo, Caesar, tibi velle placere,
nec scire utrum sis albus an ater homo.

93. A Cesare.
Cesare, non mi do troppo pensiero di volerti piacere,
né di sapere se sei bianco o nero.

Cesari e futuri Cesari, non mi incantate e spero di non rincoglionire mai fino ad arrivare un giorno a giudicarvi dal vostro colore e non dal vostro operato, dalla bandiera dietro la quale vi nascondete piuttosto che per la vostra personale onestà.

Cosa si dovrebbe fare?

04/04/2009

larva di una libellula A me piacciono molto le libellule, eleganti e colorate mi hanno sempre affascinato.
Trovo invece simpatici gli anfibi: rane, rospi e pelodite, una specie di via di mezzo che è noto come l’anfibio più raro tra quelli presenti in Italia.

Oggi ho incontrato i cuccioli di entrambi: larve e girini.

Peccato che questi convivano nella stessa acqua e che le libellule siano delle ottime mangiatrici di girini. Una bella mangiata e via…. ciao girini.

In questi casi che si dovrebbe fare? Lasciare che le libellule facciano il loro lavoro di predatrici? Probabilmente si, ma non ne sono troppo convinto.

Il pelodite è un simpatico animaletto, raro, non ci sono molti posti in Italia dove lo si può incontrare, ma ogni libellula è una bellezza volante, ne ho pure scelta una per il tema del mio blog…

I bambini non fanno casino

11/03/2009

Apprendo da Sanremonews che Pasquale Indulgenza, Capo Gruppo P.R.C. al Comune di Imperia, ha proposto un emendamento al regolamento per l’inquinamento acustico allo scopo di eliminare dal testo due punti che limitavano, in termini di fasce orarie, i giochi all’aperto dei bambini.

Piazza della Vittoria a Imperia, monumento a De AmicisSe da una parte mi rassicura pensare che l’emendamento sia passato all’unanimità e che i bambini della città di De Amicis possono continuare a giocare tranquilli davanti al monumento di quel signore con i baffi, mi stupisco parecchio che lo schiamazzo dei bambini sia stato assimilato da qualcuno all’inquinamento acustico.

Ma chi l’ha scritto quel testo? Erode? La strega di Hansel e Gretel?

fanculo Marinetti

11/02/2009

In questi giorni ricorre il centenario del Manifesto del Futurismo, infatti il 20 febbraio 1909 le Figaro ne pubblicò il testo integrale, dando risalto internazionale al pensiero di Marinetti e degli altri fondatori.
Il testo fu pubblicato precedentemente su altri giornali nostrani, tra cui la Gazzetta dell’Emilia e l’Arena di Verona, il 5 e il 9 febbraio, quindi se mi dite che sono in ritardo e che il centenario è già passato avete ragione.

A me quel manifesto non è mai piaciuto: la guerra igene del mondo? Ma siamo scemi? E poi detesto il rumore delle automobili da corsa e trovo affascinante la Vittoria di Samotracia, così come cerco di evitare il frastuono e le affermazioni categoriche.
In deroga a quanto sopra, una la faccio adesso: vaffanculo Marinetti, ispiratore del fascismo, della guerra, dell’insulso modo di vivere occidentale che sta uccidendo il mondo!

Ti dedico una poesia che parla di locomotive scritta da Boris Vian, un ingegnere, spero che ti piaccia.
A me piace molto di più di quel manifesto di panzane ributtanti che hai scritto cento anni fa.

Lei sarebbe là, così pesante
Con il suo ventre di ferro
E le sue balze di latta
I suoi tubi di acqua e di febbre
Lei correva sui suoi binari
Come la morte alla guerra
Come l’ombra negli occhi
C’è tanto lavoro
Tanti e tanti colpi di lima
Tanta pena e tanto dolore
Tanta collera e tanto ardore
E ci sono tanti anni
Tante visioni sovrapposte
Di volontà accumulata
Di ferite e di orgogli
Metallo strappato al suolo
Martirizzato dalla fiamma
Piegato, tormentato, crepato
Ritorto a forma di sogno
C’è il sudore delle generazioni
Chiuso in questa gabbia
Dieci e centomila anni di attesa
E di stupidaggine vinta
Se restasse
Un uccello
E una locomotiva
Ed io solo nel deserto
Con l’uccello e l’affare
E se dicessero scegli
Che farei, che farei
Avrebbe un becco sottile
Come si addice ai passerotti
Due bottoni brillanti agli occhi
Un piccolo ventre rotondo
Lo terrei nella mia mano
Ed il suo cuore batterebbe veloce
Tutt’intorno la fine del mondo
In duecentododici episodi
Avrebbe piume grige
Un po’ di ruggine sullo sterno
E le sue fini zampette secche
Spilli inguainati di pelle
Andiamo, che cosa salvereste
Poiché bisogna che tutto muoia
Ma per i vostri leali servizi
Vi si lascia conservare
Un unico campione
Locomotiva o uccello
Riprendere tutto dall’inizio
Tutti questi pesanti segreti perduti
Tutta la scienza demolita
Se io lascio la macchina
Ma le sue piume sono così fini
Ed il suo cuore batterebbe così veloce
Che io mi terrei l’uccello.

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Foto dal SIC di Pompeiana
con Admarket flickrSLiDR.


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