pagine di Gian Marco


scampagnate

natura morta ...ammazzataSe andate in collina ci troverete il passaggio dell’uomo cacciatore, che nella foga non raccoglie le cartucce sparate e non riesce a trovare la selvaggina che ha colpito. Troverete anche altri segni del passaggio dell‘ homo sapiens: un bel sacchetto della spazzatura ai piedi di un pino, con tanto della parte esterna di una SIM appena comprata in via Gioberti a Sanremo (c’era anche lo scontrino). Quasi quasi gli telefono per rassicurarlo che la sua spazzatura l’ho portata io al cassonetto e non è più ai piedi del pino che si guarda il panorama.
Ma meglio ancora quell’altro gruppo di homo sapiens che ha lasciato un focolare ancora caldo e un sacchetto vuoto di 4 salti in padella e vaschette di polistirolo a zonzo intorno a quello che una volta era un fuoco. Almeno quello si è spento, non come quello che sta bruciando in questo momento sul versante del Monte Faudo che guarda la Valle Argentina.

7 Commenti a “scampagnate”

  1. Federica Ha scritto:

    Povera bestiolina… io odio la gente che caccia. Trovo sia una stupidaggine incredibile. Esattamente come la Corrida. Che senso ha sparare ad un animale che non può difendersi in nessun modo? Saprei io dove metterglieli i bussolotti…

  2. filo Ha scritto:

    Il cacciatore è un deviato mentale che si sente potente solo quando ha in mano un fucile e può scaricare il suo istinto omicida represso su animali inermi.
    Ciao Gimmi.

  3. Gian Marco Ha scritto:

    Federica e Filo (in rigoroso ordine cronologico di post e alfabetico), ciao e grazie per le vostre visite.
    Personalmente sono contrario alla caccia ma, delle cose che ho elencato nel post, la morte di quel povero animaletto, per me, è solo il primo passo di un crescendo di stupidaggini commesse dai nostri simili. Le altre sono peggiori e tutte hanno il comune denominatore di considerare l’ambiente naturale a nostra disposizione, per divertimento (caccia), cucina e sala da pranzo autopulente, pattumiera, parco di divertimenti gratuito, eccetera… Detesto molto chi si sente in diritto di prendere senza dare nulla, come se per magia il loro intervento non avesse nessun effetto, disapprovo chi non sente nulla e si comporta da cafone.

  4. Federica Ha scritto:

    L’ultima canzone di Jovanotti ha una strofa che dice una cosa simile a “la mia paura più grande è quella di non riuscire più a sentire niente”…
    Io non solo li disapprovo, ma credo siano persone decisamente tristi.
    Ciao!

  5. Alberto Ha scritto:

    Gli incivili non si combattono con i ragionamenti ma con la repressione, cioè con le multe. Questo autunno stavo scendendo dalla Melosa e notai che un gruppo di persone stava andando via dopo il picnic lasciando il prato come una pattumiera. Mi fermai, e con gesto, senza dire una parola, indicai l’immondezzaio che avevano provocato. Mi mandarono a quel paese. Cosa avrei dovuto fare?

  6. Gian Marco Ha scritto:

    Non so, la butto li’ (anche se non mi piace dire agli altri cosa devono fare): telefonare alla forestale o qualche altra entita’ in grado di “reprimerli” come meritavano.

    Ma quando chi abusa dell’ambiente e’ un ente pubblico, che si deve fare?

  7. Ponentino Ha scritto:

    Le piccole inciviltà quotidiane che descrivi sono solo l’ultimo anello di una catena che parte dal disinteresse “istituzionale” per il territorio e scende per li rami della speculazione, della cementificazione, dell’uso irrazionale delle risorse (limitate) che la natura ci offre, dell’oblio della memoria storica e delle testimonianze del passato, della cancellazione programmatica e scientifica delle nostre radici “antropologiche”. E’ facile scrivere frasette scemotte sui cacciatori brutti e cattivi, ma si finisce per dimenticare che i nostri vecchi andavano a caccia 1) per necessità 2)con un rispetto per l’ambiente, per il territorio, per la fauna e il bosco da far impallidire certi ambientalisti de noantri. Adesso, se va bene, si va a caccia per sfogare quell’istinto di sopraffazione che sembra permeare tutti i nostri rapporti umani e il nostro rapportarsi all’habitat in cui viviamo.
    Il brutto è che fino a poco tempo fa pensavo che le giovani generazioni, i nostri figli insomma, sarebbero state migliori, più sensibili, più informate ecc, invece mi sti amaramente rendendo conto che sono anche peggio delle nostre, più abbrutute, menefreghiste, ignoranti.
    Oooops, stasera mi sa che sono particolarmente pessimista…

    “Ma quando chi abusa dell’ambiente e’ un ente pubblico, che si deve fare?”
    Resistere, combattere, unirsi. Ma bisogna essere consapevoli, informati, documentati, trasversali, motivati. E se possibile, tanti. Non so come finirà la faccenda da quelle parti, ma il movimento No Tav piemontese ci sta dando e ci darà grandi lezioni su come muoverci per combattere lo scempio delle nostre terre.

    Ciao

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