uomini
Rumore, rumore, rumore.
La vita quotidiana mi vede immerso nel rumore, nei pensieri che allontanano dal cogliere le cose importanti e risaltano effimere futilità.
A volte sono pensieri necessari, come gli impegni di lavoro (in questo periodo molto frequenti questi stimoli esteriori), ma molto spesso sono invece vero e proprio inquinamento: pensieri infilati a forza nel tuo cervello da professionisti dello scasso.
L’informazione è diventata ormai condizionamento delle masse, la pubblicità, da anima del commercio si è trasformata in fabbrica di bisogni inutili, tutto quello che vedo accadere intorno a me ha lo scopo di alterare il mio comportamento in maniera che questa modifica possa poi tornare utile a qualcuno.
Sono rari, rarissimi, i casi in cui ci si imbatte in messaggi sinceri, puri, che ti arricchiscono interiormente senza secondi fini, che ci ricordano di essere
Non esistono al mondo uomini non interessanti.
I loro destini sono come le storie dei pianeti.
Ognuno ha la sua particolarità, non ha un pianeta che gli sia simile.E se uno viveva inosservato e amava questa sua insignificanza,
proprio per la sua insignificanza egli era interessante tra gli uomini.
Ognuno ha il suo segreto mondo personale.
In quel mondo c’è un attimo felice.C’è in quel mondo l’ora più orribile,
ma tutto ci resta sconosciuto.Quando un uomo muore,
muore con lui la sua prima neve,e il primo bacio e la prima battaglia….
Tutto questo egli porta con séRimangono certo i libri,i ponti,
le macchine, le tele dei pittori.Certo, molto è destinato a restare,
eppur sempre qualcosa se ne va.È la legge di un gioco spietato.
Non sono uomini che muoiono, ma mondi.Ricordiamo gli uomini, terrestri e peccatori,
ma che sapevamo in fondo di loro
Che sappiamo dei fratelli nostri, degli amici?
Di colei che sola ci appartiene?E del nostro stesso padre
tutto sapendo non sappiamo nulla.
Gli uomini se ne vanno….
e non tornano piúNon risorgono i loro mondi segreti.
E ogni volta vorrei gridare ancora
contro questo irrevocabile destino.Evghenij Evtushenko

December 11th, 2008 at 3:23 pm
Caro Gian Marco,
questa tua riflessione come ben rispecchia la vita odierna!
I media non fanno più “informazione” nel vero senso della parola, la pubblicità è più che mai truffaldina… Bah!
La causa è sempre la solita: il denaro ed il potere che ne deriva dal possederlo!
Ciao, annA