Ludovico Ariosto, ovvero il bello di non essere un vero blogger
In quanto autore dei testi di questo blog, il sottoscritto è convinto di non avere un solo lettore abituale, ed è un bene. Altrimenti come insegna Roberta, in questo ultimo periodo avrei perso alquanto in fiducia e affezione da parte del miei lettori.
Di solito, quando un blogger interrompe per un certo tempo il flusso dei suoi post, si premura anche di darne spiegazione, i più seri, magari, lo fanno preventivamente.
Il sottoscritto non è serio o autorevole, ma per sembrarlo un pochino cita uno dei massimi poeti nazionali, Ludovico Ariosto, che trasferitosi in Grafagnana, scriveva al cugino Sismondo Malaguzzi:
La novità del loco è stata tanta,
c’ho fatto come augel che muta gabbia,
che molti giorni resta che non canta.
Ludovico Ariosto, Satira V, vv16-18
Il mio trasferimento è di altra natura (cambio di lavoro), ma il risultato è stato lo stesso, il silenzio.
Le differenze sorgono invece quando inizio a scrivere: infatti, se come Ariosto sono stato zitto nella gabbia nuova, appena scrivo qualcosa la differenza risulta evidente!!!
Ma chi se ne importa, ‘tanto non mi legge nessuno!

September 20th, 2009 at 11:38 pm
Simpaticissima la tua ironica similitudine con Ariosto!
Buona fortuna per il nuovo lavoro e ciao. annA
P.S. Vedi che qualcuno ti legge?
September 21st, 2009 at 1:48 pm
Perdincibacco, hai ragione! Qualcuno mi legge
September 22nd, 2009 at 8:12 pm
Io sono qualcun’altro, che adesso ha anche la fortuna di vederti,
anche se oggi non c’eri
ciao grande
September 22nd, 2009 at 8:34 pm
C’ero, c’ero… ho solo cambiato di posto… una stanza più in là.
September 28th, 2009 at 4:52 pm
Sì, però mutata gabbia, e smaltito il jet lag, l’augel ricomincia a cantare e non si ferma più.
October 9th, 2009 at 7:33 pm
Ti si legge anche ben più a est di Sestri L., se è per quello, e qui si ama sentir cantare gli augelletti, dentro e – meglio – fuor di gabbia.
Quindi, non farlo più.
Grazie.