pagine di Gian Marco


Felix Mendelssohn Bartholdy

Forse l’opera più conosciuta del celebre compositore tedesco Felix Mendelssohn Bartholdy è la sinfonia n°4 del 1833 detta “italiana”, scritta dopo un viaggio nel nostro Paese. Ricordando il viaggio per lo Stivale, Mendelssohn scrive:

sinfonia4
In Italia, la musica non l’ho trovata tanto nell’arte, quanto tra le rovine, nei paesaggi, nella gaiezza della natura

Quanta “musica” esiste ancora dalle nostre parti? Esistono ancora dei paesaggi paragonabili a quelli che hanno ispirato al musicista la quarta sinfonia? Esiste ancora qualcosa che si può definire “natura gaia”?
Io vedo tanto paesaggio fortemente antropizzato e una corsa di gran carriera ad occupare i pochi spazi rimasti liberi.
Pochissimi tratti di costa non cementificata assaltate da porti in costruzione, montagne colonizzate da condomini, progetti di autostrade, gasdotti, e ogni genere di opera in tutti i posti rimasti belli. Periferie degradate in continua espansione, rumenta.

Chi fermerà la musica? Cantavano i Pooh. Risposta, l’abbiamo fermata noi, uomini di cemento.

Un Commento a “Felix Mendelssohn Bartholdy”

  1. Federica Ha scritto:

    Hai ragione sai? A volte sembra di soffocare… poi io sto a Milano…pensa te. A volte non ci si sta troppo a pensare… ma poi arriva un profumo nell’aria, un po’ di vento che sa vagamente di mare e pensi “oddio…come mi manca un po’ d’aria”.

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