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	<title>Comments on: Capriolo Zoppo</title>
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	<description>pagine personali di un pinguinaro di paese</description>
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		<title>By: Stefano Gotti</title>
		<link>http://www.calvini.it/gm/citazioni/capriolo-zoppo.html/comment-page-1#comment-7449</link>
		<dc:creator>Stefano Gotti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 20:51:17 +0000</pubDate>
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		<description>molto si è dibattuto e molto si dibatte sul vero testo originale. Ammettiamo pure che nel tempo ci sia pervenuto un testo &quot;poeticizzato&quot; dall&#039;invasore erudito europeo (con alle spalle secoli e secoli di storia classica ecc..ecc....). Ma il concetto ( che acutamente avete evidenziato) delle colline &quot;stuprate&quot; dalla vista dei pali del telegrafo, non  ha mai fatto parte della cosiddetta cultura umanistica europea. Tanto è vero che oggi con l&#039;ubriacatura delle energie pulite si banalizzano gli ultimi spazi naturali con assurdi &quot;parchi&quot; eolici o si sprecano terreni fertili per impianti fotovoltaici. E poi essere sommersi dai rifiuti, credo che al tempo in cui potrebbe essere stato rielaborato il vero discorso, non passasse minimamente per la testa di nessun statunitense. Nè di altri &quot;occidentali&quot;. 
Insomma è come se il cantico delle creature dovesse essere interpretato da berlusconi. -si capirebbe.... da che fonte di revisione- o se il concetto di Wilderness fosse rielaborato da Bersani &amp; co. -si capirebbe..., si capirebbe.....-
L&#039;ho letto e riletto mille volte il messaggio del capo (forse più esatto dire uomo di medicina, sciamano?) dei Duwamish. E&#039; universale più del Vangelo.
 (Altro che Nostradamus o fregnacce simili. Era la naturale deduzione di chi vivendo sotto il sole, la pioggia e le stelle possedeva la verità, l&#039;unica verità all&#039;uomo accessibile: la percezione dei nostri limiti, dell&#039;ineluttabile ignoranza del mistero della vita; che solo il rispetto del mondo che calpestimo può riscattare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>molto si è dibattuto e molto si dibatte sul vero testo originale. Ammettiamo pure che nel tempo ci sia pervenuto un testo &#8220;poeticizzato&#8221; dall&#8217;invasore erudito europeo (con alle spalle secoli e secoli di storia classica ecc..ecc&#8230;.). Ma il concetto ( che acutamente avete evidenziato) delle colline &#8220;stuprate&#8221; dalla vista dei pali del telegrafo, non  ha mai fatto parte della cosiddetta cultura umanistica europea. Tanto è vero che oggi con l&#8217;ubriacatura delle energie pulite si banalizzano gli ultimi spazi naturali con assurdi &#8220;parchi&#8221; eolici o si sprecano terreni fertili per impianti fotovoltaici. E poi essere sommersi dai rifiuti, credo che al tempo in cui potrebbe essere stato rielaborato il vero discorso, non passasse minimamente per la testa di nessun statunitense. Nè di altri &#8220;occidentali&#8221;.<br />
Insomma è come se il cantico delle creature dovesse essere interpretato da berlusconi. -si capirebbe&#8230;. da che fonte di revisione- o se il concetto di Wilderness fosse rielaborato da Bersani &amp; co. -si capirebbe&#8230;, si capirebbe&#8230;..-<br />
L&#8217;ho letto e riletto mille volte il messaggio del capo (forse più esatto dire uomo di medicina, sciamano?) dei Duwamish. E&#8217; universale più del Vangelo.<br />
 (Altro che Nostradamus o fregnacce simili. Era la naturale deduzione di chi vivendo sotto il sole, la pioggia e le stelle possedeva la verità, l&#8217;unica verità all&#8217;uomo accessibile: la percezione dei nostri limiti, dell&#8217;ineluttabile ignoranza del mistero della vita; che solo il rispetto del mondo che calpestimo può riscattare.</p>
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