Leggo su un blog appena scoperto, quello di Valeria Faraldi, una pagina purtroppo attualissima che parla di violenza sulle donne.
Il fatto di vivere in un piccoli centri imboscati in un angolo del territorio nazionale non è bastato alle vittime di recenti fatti di cronaca e Valeria, purtroppo, non può che constatare tragici fatti avvenuti in una provincia ritenuta ingiustamente tranquilla sotto questo aspetto.
Un esponente politico locale che trovo particolarmente attivo, Alessio Saso, ha appena proposto una legge in proposito. Copio e incollo da sanremonews (non me ne voglia il suo direttore) la descrizione della legge proposta, che prevede due azioni:
La prima azione preventiva prevede, per i casi in cui sia stata accertata da parte delle Forze dell’Ordine la condizione di vittima di stalking la possibilità per questi soggetti di ottenere dalle Forze dell’Ordine stesse la dotazione degli ordinari mezzi di autodifesa, come spray al peperoncino e similari, efficaci per riuscire a sfuggire all’aggressione. La seconda azione preventiva è diretta invece a tutte quelle donne che, per la loro professione conducono una vita che le espone ad orari di lavoro notturni e, quindi, sono più esposte ai pericoli della malavita delle nostre città, ed attualmente, sempre più indifese e più frequentemente oggetto di aggressione. Prevede, appunto per questi soggetti, la possibilità di ottenere dalla Questura procedure autorizzative semplificate per l’acquisto di dispositivi di autodifesa, un po’ come avviene per il porto d’armi agli orefici e gioiellieri. In questo modo penso che tante donne si sentirebbero più serene e sicure nell’affrontare la loro vita quotidiana….
Essendo Valeria Faraldi di tutt’altro schieramento politico, ha un modo diverso di vedere le cose e quindi propone altre cure:
[..omiss...] le Amministrazioni locali dovrebbero promuovere campagne pubbliche contro la violenza sulle donne, attivando, con metodo sinergico, una rete tra la Provincia ed i Comuni, nonché con le associazioni impegnate su questa tematica, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica in modo permanente e non soltanto in occasione di tragici eventi, con l’obiettivo di debellare radicati retaggi culturali.Ritengo, inoltre, che occorra rifiutare ogni forma di intervento di tipo emergenziale perché la violenza sulle donne non è una questione di ordine pubblico, ma è un questione sociale e culturale che non conosce differenze di classe, etnia, cultura, religione, appartenenza politica.
Questione di punti di vista….
Certo, se le donne saranno anche in grado di auto-difendersi molto bene, ma perché non non provare a cambiare il cervello della gente quando è un po’ bacato? E poi, perché non lasciare il peperoncino sugli spaghetti e reprimere e punire velocemente lo stalking, prima che degeneri in omicidio?