Ieri sera ho avuto il piacere di partecipare all’incontro “Imperia, rifiuti: da emergenza a opportunità”, una conferenza con la Rete Rifiuti Zero.
Partecipavano la signora Carla Poli, titolare dell’impianto di Vedelago (TV), che ci ha spiegato perché usare il termine rifiuto sia un errore: si tratta di materiale post-consumo che, opportunamente trattato, si trasforma, torna ad essere una materia prima. Questa trasformazione avviene ad un costo così basso che il Centro è un’azienda funzionante, produce utili ed ha quasi 60 dipendenti. I prodotti del Centro Riciclo di Vedelago sono già prenotati fino al marzo dell’anno prossimo.
Se teniamo presente che nello stabilimento della signora Poli non scartano nulla, ecco la prova funzionante ed economicamente vantaggiosa che le discariche sono un inutile spreco.
In provinca di Belluno esiste poi Ponte nelle Alpi, un paese di 8500 abitanti che ha deciso di fare le cose per bene. Partendo da una situazione analoga a quella di molti comuni italiani (cassonetti per strada, raccolta differenziata lasciata alla buona volontà dei cittadini e scarsi risultati) in soli sei mesi è riuscito a superare la soglia del’80% di raccolta differenziata e a rimanerci costantemente.
Come hanno fatto ce lo ha spiegato direttamente una collaboratrice dell’assessore, la dottoressa la dottoressa Giorgiana Palman. Provo a riassumere in poche parole:
- Passaggio da tassa a tariffa (ogni famiglia ha i propri cassonetti e paga in base a quanta “indifferenziata” produce)
- Informazione e coinvolgimento dei cittadini (incontri, divulgazione, piccoli manuali)
Posso assicurare che la signora Palmam è una simpatica e normalissima signora, non è dotata di poteri paranormali, così come i suoi concittadini, che non volano, non spaccano montagne a mani nude, non fanno uscire ragnatele dalle loro mani, non diventano verdi quando si arrabbiano.
Sono persone normali di un paese normale.
Oggi l’azienda comunale messa in piedi per la gestione della differenziata fa lavorare 8 persone e, allo stesso tempo, permette un notevole abbattimento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti (o dovrei dire invece “il recupero del materiale post consumo”).
Qua in provincia di Imperia si sta invece pensando ad aprire nuove discariche, quando esiste la prova che, se si vuole, bastano 6 mesi per passare a 2 Kg di rumenta in meno ogni giorno per ogni cittadino.
E la cosa sarebbe anche economicamente conveniente!
Che cosa dovremmo pretendere dai nostri amministratori? Un cancrovalorizzatore o diventare anche noi dei paesi più ricchi e puliti, come Ponte nelle Alpi? Una nuova discarica oppure delle aziende floride e utili al bene comune come quella della Signora Poli?