pagine di Gian Marco

Archive for the ‘Liguria’ Category

alba a gennaio

Wednesday, January 26th, 2011

Poche ore fa ho letto un post che parla di tramonti e delle prime orchidee spontanee della stagione.
Bello il tramonto, ma di gran lunga preferisco l’alba. Il levar del sole nei mesi freddi (e gennaio in particolare) è per me un momento bellissimo.
Questa mattina non ho saputo fare a meno di scattare una foto allo spettacolo. La qualità è quella del cellulare, ma spero possa rendere l’idea.
alba a gennaio
In questo universo dove vige la legge di Murpy (“se qualcosa può andare male, lo farà“), il secondo principio della termodinamica (“se faccio bollire lun acquario ottengo una zuppa di pesce, ma se raffreddo una zuppa di pesce non ottengo un acquario“) e tutto sembra andare storto, l’alba è uno dei pochissimi fenomeni che sembra migliorare il mondo invece che peggiorarlo: dal buio si passa alla luce, dal freddo si passa al tiepido sole del mattino.

una telenovela di cappa e …rumenta

Saturday, November 13th, 2010

Ieri sera sono stato all’incontro “Rifiuti a Sanremo, pericoli e soluzioni” organizzato da Sanremo Sostenibile e altre associazoni della città. La serata affrontava il tema della gestione dei rifiuti in Provincia di Imperia, arrivata ormai ad un punto cruciale: due discariche non più utilizzabili dal momento che sono ormai sature (una anche chiusa dalla magistratura), rifiuti che a spese dei contribuenti sono conferiti a Vado Ligure, nella provincia vicina. Il piano provinciale di gestione dei rifiuti è ormai diventato una farsa ritardataria e inconcludente, che ha avvantaggiato solo gli imprenditori proprietari delle due discariche di cui sopra.
Ieri sera, presente il sindaco di Sanremo, si è parlato del futuro che possiamo scegliere in provincia: una gestione a ciclo chiuso (recupero e riutilizzo dei rifiuti con una raccolta differenziata porta a porta) oppure il “ciclo” basato sull’incenerimento. In questo caso la parola “ciclo” è usata impropriamente, dato che i materiali non sono riutilizzati e reimmessi in circolazione. Le ceneri sono un cimitero di materie prime ridotte in forma non più utilizzabile e l’incenerimento il modo più sicuro di inquinare, aumentare rischi di tumori, mettere in difficoltà seria le eventuali aziende agricole ubicate nelle vicinanze.
Dati alla mano, la dottoressa  Patrizia Gentilini, lo ha spiegato chiaramente.
Nonostante la presenza del sindaco di Sanremo, altri amministratori e numerosi cittadini, il dibattito che affrontava un tema di sicuro interesse per tutta la provincia mi sembra che sia stato completamente ignorato dagli organi di stampa, soprattutto cartacea.La cappa delle inchieste soffoca la provincia di Imperia, i giornalisti asserviti no.
Eh, si, ci sono alcuni problemucci in questa nostra Riviera… Non solo abbiamo avuto anche noi qualche giorno di rumenta per la strada, ma possiamo anche vantare comuni commissariati per infiltrazioni mafiose, cave semi abusive che vanno avanti da decenni, tentativi di costruire strane centrali a biomasse, movimenti di terra sospetti in capoluoghi di provincia ancora privi di depuratore (anche se, a onor del vero, stanno abbellendo la costa prospicente con un porto “il più grande del Mediterraneo nel suo genere”).
Secondo alcuni giornalisti però il vero problema è uno solo, i funzionari dello Stato che vogliono vederci chiaro in tutte queste faccende (!).
Nella foto Marco Ballestra e Christian Abbondanza sottolineano questa specie di rivoluzione copernicana al contrario sponsorizzata dalla carta stampata: non sono le cose losche il problema, ma chi indaga per capire se queste sono lecite o meno.

la stessa nota ta-ra-ta-ta

Tuesday, October 19th, 2010

rolling olives

Uno strumento che sempre fa
la stessa nota ta-ra-ta-ta

E’ uno dei miei strumenti preferiti, la tradizionale “defogliatrice per olive”.  Quella della foto, scattata due giorni fa, è una specie di cimelio di famiglia tutt’ora in uso.
Il suo funzionamento è molto semplice: le olive si lasciano rotolare e finiscono a terra a fine discesa, le foglie vengono trattenute dalla rete matallica posta all’inizio della caduta, oppure si infilano tra un listello di legno e l’altro, cadendo a terra prima delle olive. In questa pagina potete vedere e leggere meglio.

ta-ra-ta-ta è la piacevole musica delle olive che rotolano, niente a che vedere con la canzone scritta da Lusini-Migliacci e portata al successo da Morandi.

Peccato che gli agricoltori non abbiano mai avuto voce in capitolo per quanto riguarda le guerre, perché penso che se ne sarebbero fatte molte meno. Gli strumenti costruiti dagli agricoltori sono sempre pacifici e la pace è un ingrediente indispensabile per la riuscita dei raccolti.

PS: Dal senese Lusini al senese Pagliantini, devi avvisare quest’ultimo che da questo momento la bruschetta con il pane di Triora è pronta.

Dove siete?

Monday, July 5th, 2010

Sono troppo schifato per perdere tempo a scrivere un post con un inizio ed una fine.

L’inizio è una cava, la fine non so, ma sarà presumibilmente un dramma collettivo. Per ora siamo a 11 casi di forme tumorali, diversi altri problemi seri alla salute, aziende floricole che devono chiudere i battenti, private abitazioni lesionate.

Tutto questo non è servito a un bel niente e questa mattina lo spettacolo era questa in foto (e se proprio ci tenete, cliccateci sopra per ingrandire). Un viavai tanto orripilante quanto macroscopico che troppe persone non vogliono vedere.

Nonostante una infinità di segnalazioni, esposti e tanto altro casino, troppe persone latitano. Dove siete?

Orchidee …per pigri

Saturday, May 1st, 2010

Ophrys Fusca vicino alla strada asfaltataPasseggiando per il mio paese mi sono imbattuto in un gruppo di Ophrys molto molto vicino alla strada asfaltata, indicata con la freccia gialla (cliccare sulla foto per ingrandirla).
Anche il più pigro del mondo avrebbe potuto ammirarle.

A dire il vero ero stato consigliato bene, da chi in paese conosce la mia passione per le orchidee spontanee e qualsiasi altra bellezza naturale tipica delle “mie” terre. Grazie per il consiglio.

disintossicato

Saturday, February 13th, 2010

La settimana appena conclusa, per me è stata molto intensa: un extra di stress che ho dovuto affrontare per forza e che da lunghi giorni mi procurava tensione.
Appena finito il periodaccio, quella santa donna di mia moglie mi convince e fare un giro con la macchina fotografica, come piace a me. Ieri è scesa un po’ di neve, un evento raro dalle mie parti, il paesaggio e la campagna si presentano in maniera insolita.
Salendo in collina incontro G., un compaesano che ha molti anni più di me che mi chiede di aspettarlo un minuto perché anche lui vuole salire in collina. Aspetto con piacere, G. mi è sempre stato simpatico.
panorama dalla collina
La passeggiata con G. ha ricaricato le mie pile esauste, mi ha curato.
Si parlava in dialetto di campagne, piante, animali, acqua e terra. Il dialetto che non parlo mai ma che in un certo senso è la mia lingua madre, quella che sentivo parlare da bambino prima che qualche mentecatto spargesse la voce che far parlare il dialetto ai bambini li avrebbe ostacolati nell’apprendimento dell’italiano, la lingua dei miei nonni, dei miei genitori e che si parlava intorno a me nei primi anni della mia vita. Si, è la mia lingua madre, anche se la parlo poco e male.
Ii semplici discorsi sulle cose essenziali che ci circondano hanno prima scacciato i pensieri, poi mi hanno riempito l’animo di cose belle e primordiali.
Forse G. non lo saprà mai, ma in quelle due ore mi ha reso un servizio inestimabile, grazie!
Arum italicum

piccola buona azione per Natale

Monday, December 21st, 2009

Un bel giretto in collina, a guardare gli spruzzi di neve appena caduta, incontrare un po’ di spazzatura, toglierla e aggiungere un invito per i prossimi merenderos pigri.
Chissà se sarà stato utile….
prima
durantedopo

Premio nobel per l’economia

Tuesday, October 13th, 2009

Elinor Ostrom e Oliver Williamson sono appena stati proclamati vincitori del premio Nobel per l’economia 2009.
immagine di un beo Incuriosito dalla lettura del comunicato con cui tutti i giornali on line hanno dato la notizia, ho cercato di capire cosa si trattasse la “governance economica” oggetto dei loro studi.
In particolare, la professoressa Ostrom è considerata una delle massime studiose delle conseguenze del rapporto tra gli uomini e l’ambiente e in particolare della gestione delle risorse comuni. Nel suo libro (che comprerò presto) “Governare i sistemi collettivi” affronta una delle questioni più antiche e controverse nel campo della gestione dei beni collettivi: come l’utilizzo di questi può essere organizzato in modo da evitare sia lo sfruttamento eccessivo sia costi amministrativi troppo elevati.
Privatizzazione? Gestione centralizzata? No, pare sia meglio l’associazione degli utilizzatori del bene comune, acqua, foresta, o qualunque cosa sia.
La foto che vedete ne è un piccolo esempio, il beo: un canale di irrigazione utilizzato ancora ai nostri giorni in molti paesi della Liguria, gestito in autonomia dai proprietari delle campagne interessate, che a turno utilizzano l’acqua intercettandola nel punto desiderato e deviandola per irrigare le proprie coltivazioni.
Il “beo” che vedete esiste almeno da 150 anni. Nel “diario” di un parroco del mio paese, viene citato “un’ora di acqua settimanale il giorno x dalle ore… alle ore…” come uno dei beni posseduti dalla parrocchia. Il fatto che i turni fossero così ben definiti non può che farci supporre che questo tipo di “governance” esistesse da molti e molti anni. Ottima gestione non centralizzata e non privatizzata, pochi costi e grandi benefici.
I nostri nonni, senza aver studiato, hanno vinto anche loro il premio.



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