Ieri sera sono stato all’incontro “Rifiuti a Sanremo, pericoli e soluzioni” organizzato da Sanremo Sostenibile e altre associazoni della città. La serata affrontava il tema della gestione dei rifiuti in Provincia di Imperia, arrivata ormai ad un punto cruciale: due discariche non più utilizzabili dal momento che sono ormai sature (una anche chiusa dalla magistratura), rifiuti che a spese dei contribuenti sono conferiti a Vado Ligure, nella provincia vicina. Il piano provinciale di gestione dei rifiuti è ormai diventato una farsa ritardataria e inconcludente, che ha avvantaggiato solo gli imprenditori proprietari delle due discariche di cui sopra.
Ieri sera, presente il sindaco di Sanremo, si è parlato del futuro che possiamo scegliere in provincia: una gestione a ciclo chiuso (recupero e riutilizzo dei rifiuti con una raccolta differenziata porta a porta) oppure il “ciclo” basato sull’incenerimento. In questo caso la parola “ciclo” è usata impropriamente, dato che i materiali non sono riutilizzati e reimmessi in circolazione. Le ceneri sono un cimitero di materie prime ridotte in forma non più utilizzabile e l’incenerimento il modo più sicuro di inquinare, aumentare rischi di tumori, mettere in difficoltà seria le eventuali aziende agricole ubicate nelle vicinanze.
Dati alla mano, la dottoressa Patrizia Gentilini, lo ha spiegato chiaramente.
Nonostante la presenza del sindaco di Sanremo, altri amministratori e numerosi cittadini, il dibattito che affrontava un tema di sicuro interesse per tutta la provincia mi sembra che sia stato completamente ignorato dagli organi di stampa, soprattutto cartacea.
Eh, si, ci sono alcuni problemucci in questa nostra Riviera… Non solo abbiamo avuto anche noi qualche giorno di rumenta per la strada, ma possiamo anche vantare comuni commissariati per infiltrazioni mafiose, cave semi abusive che vanno avanti da decenni, tentativi di costruire strane centrali a biomasse, movimenti di terra sospetti in capoluoghi di provincia ancora privi di depuratore (anche se, a onor del vero, stanno abbellendo la costa prospicente con un porto “il più grande del Mediterraneo nel suo genere”).
Secondo alcuni giornalisti però il vero problema è uno solo, i funzionari dello Stato che vogliono vederci chiaro in tutte queste faccende (!).
Nella foto Marco Ballestra e Christian Abbondanza sottolineano questa specie di rivoluzione copernicana al contrario sponsorizzata dalla carta stampata: non sono le cose losche il problema, ma chi indaga per capire se queste sono lecite o meno.