disintossicato
Saturday, February 13th, 2010La settimana appena conclusa, per me è stata molto intensa: un extra di stress che ho dovuto affrontare per forza e che da lunghi giorni mi procurava tensione.
Appena finito il periodaccio, quella santa donna di mia moglie mi convince e fare un giro con la macchina fotografica, come piace a me. Ieri è scesa un po’ di neve, un evento raro dalle mie parti, il paesaggio e la campagna si presentano in maniera insolita.
Salendo in collina incontro G., un compaesano che ha molti anni più di me che mi chiede di aspettarlo un minuto perché anche lui vuole salire in collina. Aspetto con piacere, G. mi è sempre stato simpatico.

La passeggiata con G. ha ricaricato le mie pile esauste, mi ha curato.
Si parlava in dialetto di campagne, piante, animali, acqua e terra. Il dialetto che non parlo mai ma che in un certo senso è la mia lingua madre, quella che sentivo parlare da bambino prima che qualche mentecatto spargesse la voce che far parlare il dialetto ai bambini li avrebbe ostacolati nell’apprendimento dell’italiano, la lingua dei miei nonni, dei miei genitori e che si parlava intorno a me nei primi anni della mia vita. Si, è la mia lingua madre, anche se la parlo poco e male.
Ii semplici discorsi sulle cose essenziali che ci circondano hanno prima scacciato i pensieri, poi mi hanno riempito l’animo di cose belle e primordiali.
Forse G. non lo saprà mai, ma in quelle due ore mi ha reso un servizio inestimabile, grazie!





Incuriosito dalla lettura del comunicato con cui tutti i giornali on line hanno dato la notizia, ho cercato di capire cosa si trattasse la “governance economica” oggetto dei loro studi.

