pagine di Gian Marco

Archive for the ‘Liguria’ Category

Qualcuno con le pigne nella testa

Wednesday, November 30th, 2011

Proprio ieri conversavo sui “beni comuni” delle comunità, che sarebbero valori da conservare, migliorare, valorizzare.
Non importa se si tratta di tradizioni, paesaggi, ambienti naturali, monumenti o altro, l’importante è che ci si renda conto di avere dei piccoli grandi tesori in “gestione”, da godere, ammirare e tramandare.

Il mio interlocutore si diceva tutto sommato ottimista, al contrario mi professavo invece pessimista riguardo alla possibilità che ci fosse questo sentire comune in quantità sufficiente per sperare qualcosa.

Nella zona vecchia di Sanremo esiste una fontana su cui è stata scolpita una pigna (“La Pigna” è ancora adesso il termine con cui si indica la zona storica della città).
Mentre chiaccheravo delle cose belle da ammirare e tramandare, qualche stronzo mi ha voluto dare ragione ed ha pensato  di intervenire sul “bene comune fontana della Pigna”.
Adesso si sta cercando il colpevole, un idraulico microcefalo, e si immagina un “mandante”, cioè uno che ha appunto mandato il microcefalo a “sistemare” per bene una fontana di 5 secoli.
Spero becchino gli autori e li puniscano come si conviene, non dovrebbe essere difficile, anche se i mentecatti ultimamente si mimetizzano con estrema facilità fra la popolazione.
Ogni altro discorso lo trovo superfluo: beccare i responsabili, far pagare loro i danni (sarà mai possibile restaurarla?), punirli con il massimo della pena prevista da qualsiasi codice, trovar loro un nuovo lavoro, meno pericoloso per la collettività.

pigna prima e dopo

La passerella sull’oasi faunistica del Nervia

Saturday, November 5th, 2011

Il Nervia è uno dei numerosi torrenti che dividono la Liguria in altrettante vallate lungo la direttrice nord-sud, attraversano paesi pittoreschi dell’entroterra e si gettano in mare.  La foce del Nervia capita fra qella continuità di palazzi padaneggianti costruiti senza ritegno fra Ventimiglia da una parte e Camporosso-Mare/Vallecrosia/Bordighera dall’altra.
Per una serie di fortunate circostanze la zona della foce del torrente si è salvata dall’urbanizzazione selvaggia e in parte è rimasta una zona umida dove decine di specie di uccelli trovano rifugio, un punto di sosta molto importante durante le loro rotte migratorie.
Oggi che i torrenti scoppiano, dopo i recenti disastri in Lunigiana, nelle Cinque Terre e a Genova, adesso che le previsioni danno per imminente una notte di fortissime pioggie anche qua a ponente,  mi segnalano una petizione, un’ultima carta giocata dal WWF, per evitare una passerella pedonale che attraverserebbe la foce del Nervia, una delle ultime “aree di servizio” nella rotta seguita dai migratori dall’Africa al Nord Europa.
La passerella servirebbe a collegare la passeggiata mare della periferia di Ventimiglia con quella dall’altra sponda, per la comodità di ciclisti della domenica, passeggini, giovanotti e pensionati a spasso.  Peccato che la costruzione e le persone in transito lì sopra sarebbero un disturbo non da poco e ostruirebbero l’accesso alla “stazione di servizio”.
Poi, che fai, in condizioni di emergenza meteo non vuoi segare le piante per evitare che Camporosso Mare si allaghi? Allora taglia le piante alla foce, se no si incastrano nella passerella e ostruiscono il deflusso del torrente…  tanti saluti alla cannuccia di palude e ai nidi galleggianti.
Si costruisce troppo vicino ai corsi d’acqua, si piangono vittime e disastri, ma poi si sceglie sempre la soluzione più pericolosa. A volte, a prendere le difese della sgarza ciuffetto contro le esigenze del “turismo” sembra di passare per scemi, ma credo che non sia così. Io ho firmato quella petizione, se passerò per scemo fa lo stesso.
Se volete conoscere meglio la foce del Nervia, ecco un bel video girato poco tempo fa.

Ritorno al futuro

Sunday, October 23rd, 2011

Sabato scorso ho fatto di tutto per essere al Festival della Scienza di Genova e conoscere “di persona” questo robot, che ha visto la luce nella terra delle trenette al pesto e della Lanterna.

Non vi sto a tediare con le sue caratteristiche, sappiate solo che è molto molto fatto bene.

Quando lo vedo mi sento come potrebbe sentirsi uno che all’osteria ha sentito Colombo parlare di “buscare il levante per il ponente”.

Una ventina di anni fa mi trovavo esattamente nel posto giusto per vedere i primi sentori di questo gioiello e frequentare il laboratorio di questo “Cristoforo Colombo”.
Le persone della foto (ed anche altre, che nella foto non compaiono) sono stati molto gentili e hanno sopportato le mie domande per molti minuti. Per un attimo sono tornato indietro nel tempo e mi sono sentito felice, non solo per me, ma soprattutto per i sogni di allora che oggi sono stati realizzati.

un piccolo sogno realizzato

Friday, July 29th, 2011

Da anni desideravo visitare gli scavi archeologici di Costa Balenae.
Normalmente l’area è chiusa e recintata e per anni sono passato lungo la via Aurelia pensando che prima o poi si sarebbe presentata l’occasione di entrare dentro il recinto e vedere da vicino quello che è rimasto della basilica paleocristiana, della fonte battesimale a sezione ottagonale, delle sepolture e chissà cos’altro ancora.

Dopo la “scoperta” avvenuta nel XIX secolo durante l’allargamento della via Aurelia (che ha parzialmente distrutto l’abside e una navata della basilica), se si inizia a contare dagli scavi di Lamboglia del 1937, sono state molto rare le occasioni in cui si è indagato nell’area.

Eppure ad una basilica così grande, a buon senso, dovrebbe corrispondere un nucleo abitato di una certa rilevanza, che per adesso manca.

Da qualche anno, durante il mese di luglio, Costa Balenae viene popolata da numerosi archeologi che portano avanti le ricerche.

Ieri, al termine del mese, un’ottantina di persone ha accolto l’invito degli archeologi ed ha partecipato alla visita guidata dagli autori stessi degli scavi, un evento in tutti i sensi …eccezionale.
Ho avuto pertanto il piacere di entrare, visitare ed ascoltare direttamente dai soprintendenti e dagli altri studiosi le ultime “novità” emerse quest’anno.

Ringrazio il comune di Riva Ligure che per un mese all’anno ospita  queste persone e ancora di più gli archeologi, che un po’ alla volta, un mese all’anno, riportano alla luce i reperti in cambio solo di vitto e alloggio.

prima o poi ti prendo

Wednesday, June 22nd, 2011

poianaCompare nel primo pomeriggio, non tutti i giorni ma spesso. Una poiana si avvicina fino a sorvolare l’inizio del paesello, svolazza, resta ferma per aria, svolazza di nuovo e poi torna da dov’era venuta.
Appena mi accorgo di lei corro a prendere la macchina fotografica ma poi, al mio ritorno, è ormai lontana e la foto resta picola piccola, un francobollo.
Cara affascinate poiana, vedrai che una di questa volte riesco a fotografarti come si deve, perlomeno ci proverò finché mi farai il favore di passare dalle mie parti.

Origano

Tuesday, June 21st, 2011

origanoL’erba è profumata, cresce in giardino ed è molto apprezzata anche dalle api.
Mi perdonino le api, ma se lo raccolgo, ne preparo dei piccoli mazzi e li metto capovolti ad essiccare, poi avrò a disposizione il suo profumo per tutto l’anno.
Profumo d’estate utilissimo in cucina o anche soltanto per aprire la scatola ricordarsi della bella stagione.
Il sacchetto di plastica con diversi fori per lasciar passare l’aria serve solo per non far impolverare il suo prezioso contenuto.

Il papavero delle spiagge

Thursday, May 5th, 2011

Il papavero delle spiagge (Glaucium flavum), è quel bel fiore giallo che sono riuscito a fotografare sulla costa a pochi chilometri da casa. Il sua habitat è la costa sabbiosa e ghiaiosa, dove sabbia e ghiaia sono portati lì dal mare, non dalle betoniere.
In Liguria è ormai abbastanza raro, dal momento che la costa non abbonda certo di spiagge ancora immacolate, stretta com’è tra la via Aurelia, i porti, le città della costa in continua espansione.
Domenica scorsa ho trovato ancora un angolino di Liguria che si affaccia sul mare.
Sono contento.
Glaucium flavum

ladri di panorami

Thursday, April 21st, 2011

Questa foto mi è molto cara. Il paese sullo sfondo è Ceriana, tutto intorno verde. Alle mie spalle e di fianco un bosco di roverelle, davanti un panorama che non deve essere cambiato di molto da quando un mio bisnonno partiva da Bussana per andare a trovare la fidanzata a Ceriana.

Quando la via più breve tra i due paesi era un sentiero, ovunque si potevano contemplare panorami come questo. Oggi però di panorami senza schifezze intorno ne sono rimasti pochi, perché abbondano i palazoni-dormitorio per padani e, in generale, le costruzioni di pessimo gusto che dovrebbero essere belle solo perché generano quattrini e sono state costruite in luoghi deturpati per l’occasione.

Chi cerca il bello, spesso lo trova fotografando l’ultra piccolo, perché alzando lo sguardo si trovano disastri.

Però, se si vuole fare bella figura con la gente che compra qualcosa, allora si deve ricorrere ai panorami altrui, magari spacciandolo come proprio.
Certo che sarebbe meglio che facessimo più caso al paesaggio prima di costruire ravatti di cemento.



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