Da anni desideravo visitare gli scavi archeologici di Costa Balenae.
Normalmente l’area è chiusa e recintata e per anni sono passato lungo la via Aurelia pensando che prima o poi si sarebbe presentata l’occasione di entrare dentro il recinto e vedere da vicino quello che è rimasto della basilica paleocristiana, della fonte battesimale a sezione ottagonale, delle sepolture e chissà cos’altro ancora.
Dopo la “scoperta” avvenuta nel XIX secolo durante l’allargamento della via Aurelia (che ha parzialmente distrutto l’abside e una navata della basilica), se si inizia a contare dagli scavi di Lamboglia del 1937, sono state molto rare le occasioni in cui si è indagato nell’area.
Eppure ad una basilica così grande, a buon senso, dovrebbe corrispondere un nucleo abitato di una certa rilevanza, che per adesso manca.
Da qualche anno, durante il mese di luglio, Costa Balenae viene popolata da numerosi archeologi che portano avanti le ricerche.
Ieri, al termine del mese, un’ottantina di persone ha accolto l’invito degli archeologi ed ha partecipato alla visita guidata dagli autori stessi degli scavi, un evento in tutti i sensi …eccezionale.
Ho avuto pertanto il piacere di entrare, visitare ed ascoltare direttamente dai soprintendenti e dagli altri studiosi le ultime “novità” emerse quest’anno.
Ringrazio il comune di Riva Ligure che per un mese all’anno ospita queste persone e ancora di più gli archeologi, che un po’ alla volta, un mese all’anno, riportano alla luce i reperti in cambio solo di vitto e alloggio.