pagine di Gian Marco

Archive for the ‘Liguria’ Category

Davvero vogliamo fare la TAV?

Saturday, January 18th, 2014

Frana sul treno ad Andora

Oltre che concordare con le parole del Procuratore capo di Savona, che attribuisce la colpa del disastro all’uomo e non alla natura, non riesco a non pensare che da anni si sta costruendo una nuova linea ferroviaria tra Andora e San Lorenzo al Mare.

Questa nuova linea, se funzionante, avrebbe scavalcato il punto della frana. Adesso invece si dovrà in tutta fretta spendere soldi per ripristinare una vecchia ferrovia a un solo binario quando parallelamente ce ne potrebbe essere una a binario doppio e nuova, ma che non si termina per i soliti problemi italici di soldi che mancano e strane vicende che trovo poco rassicuranti.

Dopo che Letta neanche due mesi fa ha incontrato Hollande ed ha dichiarato che desiderano “rendere ancora più osmotici” i collegamenti tra Italia e Francia, direi che questo è il momento buono per scoprire se ha parlato attivando il cervello, il cuore e il portafoglio oppure solo la lingua.
Personalmente non ho dubbi.

Governance dei beni collettivi

Friday, May 3rd, 2013

Sentiero miniere maggio 2013In un certo senso l’argomento è lo stesso di un post di qualche tempo fa, dove parlavo dello stesso sentiero e dello stesso canale per l’irrigazione.

Il canale d’irrigazione (in dialetto chiamato beo) preleva l’acqua dal torrente e la porta nelle campagne private. Un sistema di orari associati a ciascuna campagna in prossimità del beo consente di irrigare un territorio molto vasto, a fronte di una manutenzione limitata a qualche iniziativa collettiva in caso di bisogno.

Percorrere il sentiero a fianco del beo è sempre stato uno dei miei passatempi preferiti. Da gennaio a maggio, a seconda del mese, potevo trovare molti tipi di orchidea spontanea.

Anche lo scorso primo maggio ho fatto un giretto, ma ho scoperto che qualcuno ha preso l’iniziativa di “pulire” il sentiero con abbondante uso di diserbante. Diserbante sulle orchidee spontanee, diserbante sulla stessa acqua che irriga le campagne proprie e altrui.

O_fucifloraSolo un breve tratto di sentiero si è salvato, in quel tratto ho trovato la mia prima Ophrys fuciflora della stagione, sperando che da quelle parti non resti l’unica….

de surve lisciu lisciu, de suta…

Friday, May 18th, 2012

Mentre a Cannes è iniziato il festival del cinema, qualcuno mostra quello che si trova in mare, a pochi metri dalla stella del cinema che cammina con passo felpato sul tappeto rosso. Stelle di mare vicino a quelle del cinema? Magari!

Rumenta, solo tanta rumenta.
Questo non solo lungo il tratto di costa antistante la bella cittadina francese, ma plastica ovunque. Ricerche recenti descrivono la situazione di Elba, Corsica, Portofino in maniera poco rassicurante.
C’è poco da rassicurarsi a vedere video come questo:

Tutto sembra apparire come nel modo di dire in “ligure” preso in prestito per il titolo del post: de surve lisciu lisciu (sopra liscio liscio), de suta merda e pisciu (sotto….).

 

una new entry

Tuesday, March 27th, 2012

Finalmente posso raccontare la conclusione della storia.

Mentre lei fotografava le orobanche in quel di Treixe, il sottoscritto stava coinvolgendo un po’ di botanici per determinare la specie esatta di altri esemplari che aveva fotografato a Pompeiana. Da questa mia manìa di dare un nome a tutto quello che fotografo è spuntata una nuova arrivata tra la flora ligure: l’Orobanche amethystea.
Roberta, quest’anno controlla bene, fai tante foto e tanti primi piani, non si sa mai… magari scoprirai che la tua famiglia acquisita da secoli ha una “novità” che cresce sul suo terreno. In questo caso è un peccato non aver potuto fare contemporaneamente la segnalazione e condividere la ….”celebrità”.

Qualcuno con le pigne nella testa

Wednesday, November 30th, 2011

Proprio ieri conversavo sui “beni comuni” delle comunità, che sarebbero valori da conservare, migliorare, valorizzare.
Non importa se si tratta di tradizioni, paesaggi, ambienti naturali, monumenti o altro, l’importante è che ci si renda conto di avere dei piccoli grandi tesori in “gestione”, da godere, ammirare e tramandare.

Il mio interlocutore si diceva tutto sommato ottimista, al contrario mi professavo invece pessimista riguardo alla possibilità che ci fosse questo sentire comune in quantità sufficiente per sperare qualcosa.

Nella zona vecchia di Sanremo esiste una fontana su cui è stata scolpita una pigna (“La Pigna” è ancora adesso il termine con cui si indica la zona storica della città).
Mentre chiaccheravo delle cose belle da ammirare e tramandare, qualche stronzo mi ha voluto dare ragione ed ha pensato  di intervenire sul “bene comune fontana della Pigna”.
Adesso si sta cercando il colpevole, un idraulico microcefalo, e si immagina un “mandante”, cioè uno che ha appunto mandato il microcefalo a “sistemare” per bene una fontana di 5 secoli.
Spero becchino gli autori e li puniscano come si conviene, non dovrebbe essere difficile, anche se i mentecatti ultimamente si mimetizzano con estrema facilità fra la popolazione.
Ogni altro discorso lo trovo superfluo: beccare i responsabili, far pagare loro i danni (sarà mai possibile restaurarla?), punirli con il massimo della pena prevista da qualsiasi codice, trovar loro un nuovo lavoro, meno pericoloso per la collettività.

pigna prima e dopo

La passerella sull’oasi faunistica del Nervia

Saturday, November 5th, 2011

Il Nervia è uno dei numerosi torrenti che dividono la Liguria in altrettante vallate lungo la direttrice nord-sud, attraversano paesi pittoreschi dell’entroterra e si gettano in mare.  La foce del Nervia capita fra qella continuità di palazzi padaneggianti costruiti senza ritegno fra Ventimiglia da una parte e Camporosso-Mare/Vallecrosia/Bordighera dall’altra.
Per una serie di fortunate circostanze la zona della foce del torrente si è salvata dall’urbanizzazione selvaggia e in parte è rimasta una zona umida dove decine di specie di uccelli trovano rifugio, un punto di sosta molto importante durante le loro rotte migratorie.
Oggi che i torrenti scoppiano, dopo i recenti disastri in Lunigiana, nelle Cinque Terre e a Genova, adesso che le previsioni danno per imminente una notte di fortissime pioggie anche qua a ponente,  mi segnalano una petizione, un’ultima carta giocata dal WWF, per evitare una passerella pedonale che attraverserebbe la foce del Nervia, una delle ultime “aree di servizio” nella rotta seguita dai migratori dall’Africa al Nord Europa.
La passerella servirebbe a collegare la passeggiata mare della periferia di Ventimiglia con quella dall’altra sponda, per la comodità di ciclisti della domenica, passeggini, giovanotti e pensionati a spasso.  Peccato che la costruzione e le persone in transito lì sopra sarebbero un disturbo non da poco e ostruirebbero l’accesso alla “stazione di servizio”.
Poi, che fai, in condizioni di emergenza meteo non vuoi segare le piante per evitare che Camporosso Mare si allaghi? Allora taglia le piante alla foce, se no si incastrano nella passerella e ostruiscono il deflusso del torrente…  tanti saluti alla cannuccia di palude e ai nidi galleggianti.
Si costruisce troppo vicino ai corsi d’acqua, si piangono vittime e disastri, ma poi si sceglie sempre la soluzione più pericolosa. A volte, a prendere le difese della sgarza ciuffetto contro le esigenze del “turismo” sembra di passare per scemi, ma credo che non sia così. Io ho firmato quella petizione, se passerò per scemo fa lo stesso.
Se volete conoscere meglio la foce del Nervia, ecco un bel video girato poco tempo fa.

Ritorno al futuro

Sunday, October 23rd, 2011

Sabato scorso ho fatto di tutto per essere al Festival della Scienza di Genova e conoscere “di persona” questo robot, che ha visto la luce nella terra delle trenette al pesto e della Lanterna.

Non vi sto a tediare con le sue caratteristiche, sappiate solo che è molto molto fatto bene.

Quando lo vedo mi sento come potrebbe sentirsi uno che all’osteria ha sentito Colombo parlare di “buscare il levante per il ponente”.

Una ventina di anni fa mi trovavo esattamente nel posto giusto per vedere i primi sentori di questo gioiello e frequentare il laboratorio di questo “Cristoforo Colombo”.
Le persone della foto (ed anche altre, che nella foto non compaiono) sono stati molto gentili e hanno sopportato le mie domande per molti minuti. Per un attimo sono tornato indietro nel tempo e mi sono sentito felice, non solo per me, ma soprattutto per i sogni di allora che oggi sono stati realizzati.

un piccolo sogno realizzato

Friday, July 29th, 2011

Da anni desideravo visitare gli scavi archeologici di Costa Balenae.
Normalmente l’area è chiusa e recintata e per anni sono passato lungo la via Aurelia pensando che prima o poi si sarebbe presentata l’occasione di entrare dentro il recinto e vedere da vicino quello che è rimasto della basilica paleocristiana, della fonte battesimale a sezione ottagonale, delle sepolture e chissà cos’altro ancora.

Dopo la “scoperta” avvenuta nel XIX secolo durante l’allargamento della via Aurelia (che ha parzialmente distrutto l’abside e una navata della basilica), se si inizia a contare dagli scavi di Lamboglia del 1937, sono state molto rare le occasioni in cui si è indagato nell’area.

Eppure ad una basilica così grande, a buon senso, dovrebbe corrispondere un nucleo abitato di una certa rilevanza, che per adesso manca.

Da qualche anno, durante il mese di luglio, Costa Balenae viene popolata da numerosi archeologi che portano avanti le ricerche.

Ieri, al termine del mese, un’ottantina di persone ha accolto l’invito degli archeologi ed ha partecipato alla visita guidata dagli autori stessi degli scavi, un evento in tutti i sensi …eccezionale.
Ho avuto pertanto il piacere di entrare, visitare ed ascoltare direttamente dai soprintendenti e dagli altri studiosi le ultime “novità” emerse quest’anno.

Ringrazio il comune di Riva Ligure che per un mese all’anno ospita  queste persone e ancora di più gli archeologi, che un po’ alla volta, un mese all’anno, riportano alla luce i reperti in cambio solo di vitto e alloggio.


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