addio messaggi nelle bottiglie
Wednesday, July 28th, 2010Sarà che sono condizionato dal fatto di abitare vicino ad una costa gremita di porti turistici inframezzati a cittadine con problemi di depurazione delle acque e che in mezzo a queste esistano solo piccole spiagge frequentate da bagnanti trasandati nello spirito ancora più che nel vestire.
Sarà che la bruttezza del piccolo rifiuto fa parte del mondo circostante, ma ormai una bottiglia trasportata dalla corrente sul bagnasciuga oppure infilata negli scogli dal moto ondoso passa inosservata (e come potrebbe, dal momento che oggigiorno è normale che passino in cavalleria anche segnalazioni come questa).
I sacchetti della spesa abbandonati, i pacchetti di sigarette, le cicche, bottiglie, lattine, le schifezzine lasciate dall’uomo sono ovunque e, ahimè, ormai fanno parte del paesaggio.
Una volta era segno di civiltà raccogliere da terra un oggetto e metterlo nel cestino: da piccolo mi avrebbero fatto i complimenti per un gesto del genere. Oggi persevero, se capita, ma sono certo che presto troverò persone pronte a deridere per quella che una volta era una buona azione.
Una volta… E infatti una volta il paesaggio era diverso, la gente era diversa. Cento anni fa la costa ligure vicino a Sanremo era nelle stesse condizioni in cui si trovava la taiga, la foresta siberiana dove viveva Dersu Uzala:
in taiga dove bottiglia trovi?
Dicendo questo, nel romanzo Dersu “salvò” una bottiglia preservando immacolato un angolo di taiga.
Nella foresta o nel mare una bottiglia era una anomalia, attirava l’attenzione.
Oggi, se scriveste un messaggio per affidarlo ad una bottiglia alla deriva, sareste proprio sicuri che qualcuno possa essere così curioso da raccoglierla e aprirla?


Agli occhi di una persona come me, che non ha mai sparato un colpo, che esclude la caccia da tutti i possibili hobby che pensa di praticare e che non contempla tra i passatempi sensati l’uccisione di animali, sulle prime, una dichiarazione del genere fa impressione, ma poi, ragionandoci, mi permettere di distinguere con precisione il mondo venatorio in due categorie: quelli che in un certo senso davvero rispettano l’ambiente dagli altri. I primi vedono il luogo dove cacciano come
Purtroppo quest’ultimo genere di cacciatori sta avendo il sopravvento e pare inutile ogni sforzo di contrastare azioni come
In quanto autore dei testi di questo blog, il sottoscritto è convinto di non avere un solo lettore abituale, ed è un bene. Altrimenti come 