Cosa fare dei pneumatici fuori uso?
27/01/2012
Cosa fare dei vecchi pneumatici della propria auto dopo che sono stati sostituiti da quelli nuovi?
Si possono dare ad un artista che li taglia a fettine e ci costruisce un bel mammut da sistemare in giardino, come hanno fatto in Costa Azzurra al castello de La Napoule.
La soluzione è laboriosa, costosa e necessita di spazio: poco adatta ai comuni automobilisti.
In forma più seria, il legislatore ha fatto nascere il consorzio ecopneus, che si occupa della gestione delle 380000 tonnellate di pneumatici fuori uso (PFU) che ogni anno vengono prodotti in Italia.
Adesso all’acquisto di ogni pneumatico deve essere esplicitata sullo scontrino una tassa che già esisteva. Pagata la tassa, il gommista ha l’obbligo di ritirare e fare arrivare i vecchi pneumatici nei canali previsti dalla legge e gestiti dal consorzio.
Che fare se i pneumatici li compro in un supermercato? Supponiamo per esempio che il sottoscritto acquisti 4 pneumatici e poi si rechi da un gommista per richiederne il montaggio sul proprio veicolo. In questo caso chi e come deve smaltire i PFU?
Ho provato a scrivere ad una nota catena di fai-da-te ma non ho ottenuto risposta: il loro sito prevedeva dei campi da compilare, un pulsante da pigiare e sarebbe partita la mia domanda, ma forse si è persa in qualche meandro.
Avevo chiesto se, volendo sostituire i pneumatici della mia automobile con quelli comprati da loro, avrei potuto sapere come gestire i copertoni vecchi, ormai fuori uso, in osservanza del D.M. 11 aprile 2011, n.82 (attuativo del Decreto Legge 152/2006); decreto che definisce i dettagli per l’avvio delle operazioni che dovranno garantire l’invio a recupero del 100% dei PFU generati sul territorio nazionale italiano.
Quasi immediata è invece arrivata la risposta dal consorzio ecopneus. Ecco il testo della loro mail:
Gentilissimo,
Se pur avendo acquistato i pneumatici su internet, o in un centro della grande distribuzione, ha pagato il contributo ambientale (che deve essere riportato chiaramente sul documento fiscale di vendita), ha diritto ad un ritiro gratuito che può avvenire lasciando i PFU presso un gommista, insieme a copia della ricevuta dell’avvenuto pagamento del contributo.
Se non ha pagato il contributo, i suoi PFU devono essere trattati a pagamento – come tutti gli altri rifiuti che produce (dal vecchio materasso alla vecchia bicicletta, dallo sfalcio del prato alla latta di vernice avanzata): se la sua isola ecologica non li ritira, può trovare una impresa autorizzata al trattamento del rifiuto, ad esempio, nelle Pagine Gialle.
A questo punto mi pare chiaro: se si comprano pneumatici in centri commerciali o su internet è più comodo accertarsi di poter dimostrare di aver pagato il contributo e far smaltire i PFU al gommista che vi installerà i pneumatici nuovi.








