pagine di Gian Marco

Internet? Social? Mah!

10/08/2016

Ecco perché penso che l’accesso ad internet, per molta gente, sia inutile:
non basta avere il mezzo, ma occorre avere la capacità di utilizzarlo.
Per utilizzare internet serve un minimo di cervello e di senso critico, l’atteggiamento di verificare ogni cosa che si legge prima di prenderla per vera, l’ovvia pazienza di chi legge e medita prima di parlare.

Sembrano cose scontate e sensate ma invece basta leggere «Oh! Che notizia triste: è morto Paul Newman!» e subito si scatena un coro di storditi che piange la morte dell’attore (avvenuta quasi 8 anni prima).

Oppure basta il titolo di una notizia su una persona che perde casa e lavoro e tenta di darsi fuoco per scatenare una serie di commenti tipo «aiutiamo gli italiani come il signore», «per lui non esistono sussidi, alberghi e pranzi pagati, vero?» o anche «aiutiamo gli altri, noi carne da macello» fino a quando qualche commentatore più intellettuale legge anche il testo dell’articolo, non solo il titolo, e scopre che la persona è un cittadino marocchino di nome Ishmal.

Viviamo in un mondo che non mi piace, dove sono troppi gli Ishmal, i Giovanni e le Marie che non hanno una casa e un lavoro dignitoso, dove si bombardano ospedali, si stipano profughi su ogni cosa che galleggi, per poi lasciarli annegare o uccidere dai trafficanti di organi, dove si fanno le peggio cose. Certo, non utilizzare il cervello davanti al proprio browser preferito è un problema minore… ma è sempre grave, perché se noi singoli uomini non abbiamo il potere di controllare il Mediterraneo abbiamo invece il potere di controllare il nostro cervello… forse.

Questo blog ha poco senso

09/08/2016

Ci ho messo un po’ a capirlo, ma meglio tardi che mai.
Far sapere al mondo cosa penso veramente con molte probabilità è uno spreco di tempo e un autogol.
A nessun estraneo interessa un fico secco di quello che scrivo ma che finisce comunque archiviato da qualche parte. Al contrario, ogni cosa scritta può essere ripescata all’occorrenza e utilizzata contro di me, magari decontestualizzata e tagliata ad arte per farmi affermare cose che non ho mai detto né pensato.
Invece, chi non mi è estraneo, può sempre ascoltarmi di persona oppure scambiare qualche e-mail.
E’ finito il tempo in cui credevo che internet potesse diventare uno strumento utile al progresso materiale e intellettuale, collaborativo e condiviso.
Ormai è terreno di malintenzionati, oggetto di norme di legge sempre più demenziali e restrittive, strumento di propaganda, parte integrante dell’attività di corporation che fanno i soldi interessandosi degli affari altrui rastrellando dati che noi stessi più o meno consapevolmente rendiamo disponibili.
Con queste certezze è chiaro che questo blog abbia poco senso di esistere.

17 aprile 2016

05/04/2016

C’è forse bisogno di far sapere a chi mi conosce cosa farò domenica 17 aprile? Agli altri può forse interessare? Credo di scrivere un post inutile, però non rinuncio a raccomandare di andare a votare al prossimo referendum, così come a tutti gli altri futuri. Non facciamoci scippare questa possibilità da chi butta via i nostri soldi per non darci il diritto di scegliere!

Abbigliamento …da uomo

14/12/2015

Se un uomo dice che l’aggiusterà, lo farà.
Non occorre che glielo ricordiate ogni 6 mesi!

Chi me la regala per Natale?

Se un uomo dice che....

 

Più potere alle donne

11/04/2015

Il direttore (oppure, come preferirebbe qualche politicante appassionata di revisionismo grammaticale) la direttrice, la direttora o chissà che altro titolo del Fondo Monetario Internazionale, madama Christine Lagarde, ha appena rilasciato un’intervista dove auspica che vengano assegnate alle donne più posizioni di responsabilità e l’opportunità di comandare, perché le donne sono in grado di farlo bene.

Verissimo: perlomeno in teoria, tranne qualche caso isolato, il pensiero occidentale si è finalmente evoluto fino a buttare alle ortiche l’esame dei dettagli accessori (tipo essere uomo o donna) nella scelta della persona giusta per un incarico. Stiamo uscendo faticosamente da migliaia di anni di pregiudizi e ci riusciremo.

A volte, però, ho la sensazione che si scelga una donna solo in quanto tale e non per le sue capacità oggettive.

Le donne, esattamente come gli uomini, non saranno esenti dalle mie critiche in caso di errori o, peggio, malafede nel loro operato. Ad esempio, perché si dovrebbe assegnare una posizione di rilievo a una che scrive una cosa del genere? Perché lasciare al suo posto chi, in qualità di direttore del Fondo Monetario “Internazionale”, si rende spontaneamente subalterno a un capo di stato, uno solo?

Se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile.

M.me Lagarde, il fatto di essere donna non le evita le mie pernacchie.

meglio andare su Marte

26/09/2014

Due giorni fa è stata ufficializzata la notizia dell’impresa spaziale tutta indiana: dalle 8:02 del 24 settembre 2014, il satellite artificiale Mangalyaam è entrato in orbita attorno a Marte.
terra vista da marteIl costo della missione, come fanno notare gli artefici del successo, è stato inferiore al costo di Gravity, un film di fantascenza dell’anno scorso in cui due astronauti tentano di fare ritorno sulla terra. Una vera impresa spaziale che è costata meno di una finta.
Io aggiungerei che è costata meno di un solo F35. Vi ricordate tutte le idiozie sparate dai politici sulla ricaduta industriale e occupazionale che avrebbe avuto l’acquisto di questi chiodi che neanche sono in grado di volare autonomamente in sicurezza?

Ma non sarebbe stato meglio (e non sarebbe meglio) andare su Marte anche noi, giusto per far vedere che il Made in Italy è anche alta tecnologia,  invece che comprare quei cosi brutti e pericolosi?
Quei soldi, invece che alla americana Lockheed Martin, non potremmo darli a una serie di aziende italiane, scienziati italiani, tecnici italiani, operai italiani, università italiane e produrre qualcosa di utile per noi invece che comprare roba dannosa per gli altri?

oggi la giornata del debito ecologico

19/08/2014

Evoluzioneè stato calcolato che oggi, 19 agosto, gli abitanti del pianeta terra hanno consumato tutte le risorse che il pianeta riesce a produrre in un anno.
Certo, abbiamo delle scorte di tanto tempo fa, in cui gli uomini magari non esistevano ancora e la natura era rigogliosa: adesso quegli alberi sono diventati combustibile fossile, l’ossigeno prodotto da quegli alberi non era stato ancora consumato interamente ecc.. ecc..
Sta di fatto che da oggi stiamo consumando parte del tesoro accumulato.
Sull’argomento, consiglio la lettura di questa pagina.

Se non ci diamo una regolata prima o poi terminerà, termineranno le risorse per cui ci diamo alla bella vita e inizieremo a litigare per rubarcele l’un l’altro (leggi guerre).
Non dico che dobbiamo tornare a vivere come ai tempi dei Servi della Gleba, ma che lo sviluppo tecnologico deve essere instradato e regolamentato verso l’ottimizzazione del consumo di risorse disponibili e l’autosufficienza della specie umana; un po’ di autarchia globale, isomma.

Tipo alla fiera dell’est…

09/07/2014

…ma parliamo del Campionato del mondo di calcio che si sta giocando a Ovest, in Brasile. Ecco il testo del ritornello:

…e arrivò la Germania
che strapazzò il Brasile
che vinse contro la Colombia
che batté l’Uruguay
che eliminò l’Italia

Ma noi dove pensavamo di arrivare?

Seconda considerazione: sarà in caso che la nazionale tedesca non aveva giocatori con scarpe destre di un colore diverso dalle scarpe sinistre, con pettinature improbabili e tatuaggi appariscenti? Sarà davvero un caso oppure è l’indicatore esteriore di un qualcosa di meno evidente a prima vista (il buon senso, il cervello, la “testa sul collo”)? Io ho delle convinzioni a riguardo.




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