pagine di Gian Marco

17 aprile 2016

05/04/2016

C’è forse bisogno di far sapere a chi mi conosce cosa farò domenica 17 aprile? Agli altri può forse interessare? Credo di scrivere un post inutile, però non rinuncio a raccomandare di andare a votare al prossimo referendum, così come a tutti gli altri futuri. Non facciamoci scippare questa possibilità da chi butta via i nostri soldi per non darci il diritto di scegliere!

Abbigliamento …da uomo

14/12/2015

Se un uomo dice che l’aggiusterà, lo farà.
Non occorre che glielo ricordiate ogni 6 mesi!

Chi me la regala per Natale?

Se un uomo dice che....

 

Più potere alle donne

11/04/2015

Il direttore (oppure, come preferirebbe qualche politicante appassionata di revisionismo grammaticale) la direttrice, la direttora o chissà che altro titolo del Fondo Monetario Internazionale, madama Christine Lagarde, ha appena rilasciato un’intervista dove auspica che vengano assegnate alle donne più posizioni di responsabilità e l’opportunità di comandare, perché le donne sono in grado di farlo bene.

Verissimo: perlomeno in teoria, tranne qualche caso isolato, il pensiero occidentale si è finalmente evoluto fino a buttare alle ortiche l’esame dei dettagli accessori (tipo essere uomo o donna) nella scelta della persona giusta per un incarico. Stiamo uscendo faticosamente da migliaia di anni di pregiudizi e ci riusciremo.

A volte, però, ho la sensazione che si scelga una donna solo in quanto tale e non per le sue capacità oggettive.

Le donne, esattamente come gli uomini, non saranno esenti dalle mie critiche in caso di errori o, peggio, malafede nel loro operato. Ad esempio, perché si dovrebbe assegnare una posizione di rilievo a una che scrive una cosa del genere? Perché lasciare al suo posto chi, in qualità di direttore del Fondo Monetario “Internazionale”, si rende spontaneamente subalterno a un capo di stato, uno solo?

Se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile.

M.me Lagarde, il fatto di essere donna non le evita le mie pernacchie.

meglio andare su Marte

26/09/2014

Due giorni fa è stata ufficializzata la notizia dell’impresa spaziale tutta indiana: dalle 8:02 del 24 settembre 2014, il satellite artificiale Mangalyaam è entrato in orbita attorno a Marte.
terra vista da marteIl costo della missione, come fanno notare gli artefici del successo, è stato inferiore al costo di Gravity, un film di fantascenza dell’anno scorso in cui due astronauti tentano di fare ritorno sulla terra. Una vera impresa spaziale che è costata meno di una finta.
Io aggiungerei che è costata meno di un solo F35. Vi ricordate tutte le idiozie sparate dai politici sulla ricaduta industriale e occupazionale che avrebbe avuto l’acquisto di questi chiodi che neanche sono in grado di volare autonomamente in sicurezza?

Ma non sarebbe stato meglio (e non sarebbe meglio) andare su Marte anche noi, giusto per far vedere che il Made in Italy è anche alta tecnologia,  invece che comprare quei cosi brutti e pericolosi?
Quei soldi, invece che alla americana Lockheed Martin, non potremmo darli a una serie di aziende italiane, scienziati italiani, tecnici italiani, operai italiani, università italiane e produrre qualcosa di utile per noi invece che comprare roba dannosa per gli altri?

oggi la giornata del debito ecologico

19/08/2014

Evoluzioneè stato calcolato che oggi, 19 agosto, gli abitanti del pianeta terra hanno consumato tutte le risorse che il pianeta riesce a produrre in un anno.
Certo, abbiamo delle scorte di tanto tempo fa, in cui gli uomini magari non esistevano ancora e la natura era rigogliosa: adesso quegli alberi sono diventati combustibile fossile, l’ossigeno prodotto da quegli alberi non era stato ancora consumato interamente ecc.. ecc..
Sta di fatto che da oggi stiamo consumando parte del tesoro accumulato.
Sull’argomento, consiglio la lettura di questa pagina.

Se non ci diamo una regolata prima o poi terminerà, termineranno le risorse per cui ci diamo alla bella vita e inizieremo a litigare per rubarcele l’un l’altro (leggi guerre).
Non dico che dobbiamo tornare a vivere come ai tempi dei Servi della Gleba, ma che lo sviluppo tecnologico deve essere instradato e regolamentato verso l’ottimizzazione del consumo di risorse disponibili e l’autosufficienza della specie umana; un po’ di autarchia globale, isomma.

Tipo alla fiera dell’est…

09/07/2014

…ma parliamo del Campionato del mondo di calcio che si sta giocando a Ovest, in Brasile. Ecco il testo del ritornello:

…e arrivò la Germania
che strapazzò il Brasile
che vinse contro la Colombia
che batté l’Uruguay
che eliminò l’Italia

Ma noi dove pensavamo di arrivare?

Seconda considerazione: sarà in caso che la nazionale tedesca non aveva giocatori con scarpe destre di un colore diverso dalle scarpe sinistre, con pettinature improbabili e tatuaggi appariscenti? Sarà davvero un caso oppure è l’indicatore esteriore di un qualcosa di meno evidente a prima vista (il buon senso, il cervello, la “testa sul collo”)? Io ho delle convinzioni a riguardo.

Il v-day nascosto del 2012

12/06/2014
Il 29 giugno di due anni fa il giornalismo nostrano ha toccato un apice che pochi hanno notato: un vaffa-day bipartizan per due note testate nazionali. Probabilmente per farsi belli di fronte ai rispettivi lettori, il Manifesto ha mandato a quel paese l’A.D. di una nota casa automobilistica, mentre Libero se l’è presa con un pezzo grosso di uno stato comunitario.
libero_29giu2012manifesto_29giu2012
Non trovo la cosa troppo strana; avete mai letto i commenti alle notizie che lasciano i lettori dei giornali online? Mi riferisco non solo ai due già citati, ma magari anche a Repubblica, il Giornale, il Fatto Quotidiano e chi più ne ha più ne metta…
La grande maggioranza dei commenti dei lettori è scritta con tono saccente, senza rispetto delle opinioni altrui, dando del fesso all’autore del commento precedente.
Cosa c’è di meglio che articoli del genere per tenere “viva” la conversazione?
Beh, sappiate che trovo inutile un dibattito di questo tipo.
Chi commenta può anche essere di opinione contraria al resto del mondo, ma se non spiega e non documenta le sue ragioni ottiene l’effetto contrario, blocca il ragionamento e pertanto nessuno può imparare, nè tantomeno risultare utile a qualcuno o per qualcosa.

Un premio a capocchia

05/05/2014

Uno sbruffone che quel giorno voleva essere spiritoso ha affermato che il premio Nobel per la Pace, di questi tempi, lo danno proprio a tutti.

Eh, no… non solo di questi tempi. Infatti dopo averlo dato ad Obama, senza merito alcuno prima, con grandi demeriti dopo, per esempio già lo avevano dato nel ’73 a Kissinger, promotore dell’Operazione Condor.

E’ almeno già da 40 anni che lo danno a capocchia, qualche volta ci azzeccano, altre volte no  (…e vogliamo mica ricordare la politica del grosso bastone di Roosvelt, premiato nel 1906?) .




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